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Sassari

Non danneggiò l’auto del vicino, 63enne assolta

Non danneggiò l’auto del vicino, 63enne assolta

Invalida, era stata accusata da un condomino: nel processo è emerso che gli addebiti erano infondati

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SASSARI. A 63 anni, malata e impossibilitata a camminare senza il sostegno di una stampella e di un familiare, è finita in tribunale davanti al giudice con l’accusa di aver danneggiato la macchina di un vicino di casa. Ma dopo due anni di udienze è stata assolta dal giudice Giulia Tronci «perché il fatto non sussiste».

Il suo avvocato difensore, Carmela Demuru, è riuscita a dimostrare che quelle accuse mosse da un uomo (un 41enne algherese con precedenti penali alle spalle) erano del tutto infondate, prive del minimo riscontro. E infatti lo stesso pubblico ministero Ilaria Achenza aveva chiesto l’assoluzione dell’imputata.

Tutto era cominciato con una “diatriba” condominiale per via degli schiamazzi e di un comportamento poco educato tenuto dall’uomo che all’epoca abitava nello stesso condominio perché conviveva con una donna proprietaria di un appartamento nel palazzo. Il marito della 63enne un giorno lo aveva incontrato nelle scale e si era lamentato: il 41enne per tutta risposta lo aveva colpito in testa con un casco da moto e gli aveva spaccato il setto nasale. Un episodio gravissimo che avrebbe potuto avere anche conseguenze più gravi e per il quale c’è un processo in corso dove il giovane è imputato di lesioni i seguito alla denuncia presentata dal marito dell’imputata.

A distanza di qualche mese da questo fatto, il vicino di 41 anni si presenta dai carabinieri di Alghero e sporge denuncia contro la 63enne sostenendo che fosse stata lei a rigargli la macchina dal lato passeggero (salvo poi in aula contraddirsi anche su questo particolare). Ai militari aveva detto di aver visto la signora dalla finestra (ma stranamente non era intervenuto per fermarla) e aveva anche aggiunto che ad averla vista erano stati anche altri due amici che erano con lui in quel momento, dei quali però non aveva indicato i nomi. E infatti non sono mai comparsi nemmeno in tribunale per confermare eventualmente la sua versione.

Insomma lacune e contraddizioni che hanno contribuito a rendere decisamente labile il suo racconto. Anche perché, come ha sottolineato più volte l’avvocato Demuru, sarebbe stato davvero difficile che la sua assistita, affetta da morbo di Parkinson e con seri problemi di deambulazione, potesse essere in grado di danneggiare quell’auto. E infatti è arrivata l’assoluzione. (na.co.)

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