Finge il furto del motorino ma un filmato lo incastra

Sennori: singolare caso risolto dai carabinieri grazie alle videocamere L’uomo aveva indicato un sospetto ladro e ora rischia la denuncia per calunnia 

wSENNORI. Si è presentato in caserma per denunciare il furto del suo motorino, dicendosi quasi certo di chi fosse la mano lesta. I carabinieri di Sennori hanno avviato le indagini di routine e invece del ladro è emersa tutta un’altra storia. Grazie alle immagini delle videocamere installate in paese, infatti, i militari hanno scoperto che in sella al mezzo, durante l’ultimo avvistamento in uscita dal paese, c’era il proprietario. E così l’uomo si è beccato una denuncia per simulazione di reato. Il fatto risale a qualche settimana fa. L’uomo, di Sennori, ha raccontato ai militari che il motociclo era sparito dal punto in cui lo aveva parcheggiato. E poi ha continuato dando indicazioni che avrebbero potuto essere utili per risalire all’autore del furto.

Fino a qualche punto sembrava un caso come tanti altri, barbosa quotidianità da caserma. Ma sono bastate poche ore per rendere la vicenda intrigante. I militari, come il resto delle forze dell’ordine attive in paese, hanno da tempo un collegamento al sistema di videosorveglianza – fin dall’origine la sala di controllo fisica è allestita nel comando dei barracelli – realizzato dall’amministrazione comunale, sia con fondi propri sia grazie a contributi del ministero dell’Interno. Gli ultimi occhi digitali installati in ordine di tempo sono attrezzati con una tecnologia “leggi targhe” che non lascia scampo. Ogni ingresso e uscita di qualsiasi veicolo dal paese è infatti tracciato con estrema precisione, e consente quindi agli inquirenti di avere riscontro immediato durante le indagini. E quindi ai militari è bastato dare la targa della moto in pasto al software di gestione dell’impianto per avere a video tutte le tracce lasciate nel tempo. L’ultima ha visto il mezzo transitare in uscita dal paese. Sembrava fatta, per chiudere l’indagine serviva vedere il volto o almeno la fisionomia del guidatore. Se non fosse che a bordo c’era il proprietario, che ha quel punto ha dovuto dare più di qualche spiegazione agli investigatori. In questa storia, tra l’altro, ci potrebbe essere in gioco anche l’accusa di calunnia. L’uomo, infatti, avrebbe riportato ai militari alcune indicazioni circa il presunto responsabile del furto. Come se avesse il sentore di conoscere il presunto responsabile. Verosimilmente qualcuno su cui voleva far ricadere la colpa per vendicare dissapori pregressi. Poi però, davanti alle evidenze dei dati raccolti dalle telecamere, il proprietario è crollato ammettendo come sono andate veramente le cose. Cioè che la moto l’ha fatta sparire lui. E infatti poi su sua indicazione è stata anche ritrovata.

Questa vicenda è soltanto una delle tante indagini che i militari di Sennori guidati dal comandante Gianfranco Serra sono riusciti a sbrogliare a tempi di record negli ultimi mesi. Il lavoro degli investigatori ha infatti avuto un’accelerazione importante grazie all’implementazione delle nuove telecamere del sistema di videosorveglianza del Comune. Un aiuto concreto che ha spinto il rapporto percentuale tra notizie di reato e presunti responsabili individuati vicinissima al cento per cento.

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