A settembre la gioia di una nuova vita

Lo scorso anno la coppia ha avuto un altro bimbo che porta il nome del fratellino

SASSARI. La luce negli occhi e nelle vite di Rita e Andrea è tornata all’alba del 6 settembre dello scorso anno, dopo quattordici mesi di buio e dolore. La nascita di un nuovo bambino è stata la loro rinascita, dopo un viaggio all’inferno che sembrava non finire mai.

«Lo abbiamo chiamato come il fratellino che non c’è più - spiega Andrea Casu - perché non volevamo che Francesco rimanesse solo un nome su una tomba. In questo modo il nostro primo figlio resterà per sempre un ricordo vivo e sarà presente ogni giorno nelle nostre vite. Francesco - aggiunge il giovane papà - è anche il nome di mio padre e sia io che mia moglie volevamo che fosse anche quello del nostro bambino».

È stato l’amore indissolubile e incrollabile a dare a questa giovane coppia, sposata dal 2018, la forza di andare avanti nonostante una ferita che sembrava non rimarginarsi mai. Intorno a loro si è stretto da subito un cordone di affetto da parte dei familiari e di quella che considerano una seconda famiglia.

«I componenti del Gremio degli Ortolani di cui faccio parte dal 1996 - spiega Andrea Casu - hanno vissuto con noi il nostro dolore e ci sono stati molto vicini. È stato un percorso duro e doloroso - prosegue il papà - ma siamo stati aiutati anche dalla nostra fede». A settembre Francesco compirà un anno e forse un giorno chiederà di quel fratellino che porta il suo stesso nome.

«Gli racconteremo quello che è successo - conclude Andrea Casu - ed è anche per questo, per dare una risposta a nostro figlio, che vogliamo sapere la verità sulla morte del Francesco che ora ci guarda dal cielo». (l.f.)

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