«Il porto industriale può accogliere un rigassificatore»
PORTO TORRES. Nell’ultima seduta del consiglio comunale è rispuntata l’ipotesi della costruzione di un rigassificatore all’interno dell’area industriale di Porto Torres. Ed è stato il consigliere del...
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PORTO TORRES. Nell’ultima seduta del consiglio comunale è rispuntata l’ipotesi della costruzione di un rigassificatore all’interno dell’area industriale di Porto Torres. Ed è stato il consigliere del Partito democratico, Antonello Cabitta, a chiedere al sindaco Massimo Mulas se esistevano delle novità importanti in merito alla futura realizzazione di questo tipo di struttura nella zona industriale della Marinella. «È difficile discutere di questo tema perché al momento ci sono solo dei rumors – ha risposto il primo cittadino – ma niente di concreto: siamo interessati e vigili poiché, a prescindere dal modello individuato, si tratta di un'opportunità che il territorio deve cogliere. Offriamo il nostro supporto affinché venga scelta la soluzione che offra le maggiori garanzie dal punto di vista ambientale e occupazionale, e al momento la collocazione del rigassificatore sulla terraferma va, a nostro modo di vedere, in questa direzione rispetto all'ipotesi "marina».
Per il sindaco l'aspetto fondamentale è quindi il quadro informativo che deve essere trasparente e chiaro: «La comunità ha il diritto di sapere dove si vuole andare – aggiunge – e quali sono i costi e i benefici di ogni soluzione».
Dieci anni fa l’amministrazione Scarpa aveva espresso all'unanimità la volontà di ospitare un impianto di rigassificazione nel proprio territorio, e nell'estate del 2012 aveva informato il ministero dello Sviluppo economico di questa decisione. Motivando la candidatura della città come sito per la realizzazione di strutture energetiche di rigassificazione. In virtù della presenza di una vasta area produttiva infrastrutturata adiacente a un porto industriale fra i più grandi d'Europa, che avrebbe soddisfatto le necessità energetiche regionali e nazionali. Su questo tema, il Consorzio industriale provinciale di Sassari si incontrerà a breve con la Snam. Per capire se la strategia della società che realizza e gestisce le infrastrutture per il trasporto del gas è quella di abbandonare l’idea del deposito costiero o andare avanti con l’ipotesi nella nave gasiera che fa da rigassificatore. (g.m.)
Per il sindaco l'aspetto fondamentale è quindi il quadro informativo che deve essere trasparente e chiaro: «La comunità ha il diritto di sapere dove si vuole andare – aggiunge – e quali sono i costi e i benefici di ogni soluzione».
Dieci anni fa l’amministrazione Scarpa aveva espresso all'unanimità la volontà di ospitare un impianto di rigassificazione nel proprio territorio, e nell'estate del 2012 aveva informato il ministero dello Sviluppo economico di questa decisione. Motivando la candidatura della città come sito per la realizzazione di strutture energetiche di rigassificazione. In virtù della presenza di una vasta area produttiva infrastrutturata adiacente a un porto industriale fra i più grandi d'Europa, che avrebbe soddisfatto le necessità energetiche regionali e nazionali. Su questo tema, il Consorzio industriale provinciale di Sassari si incontrerà a breve con la Snam. Per capire se la strategia della società che realizza e gestisce le infrastrutture per il trasporto del gas è quella di abbandonare l’idea del deposito costiero o andare avanti con l’ipotesi nella nave gasiera che fa da rigassificatore. (g.m.)
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