omicidio erittu
Pena definitiva, l’agente Sanna si è costituito in carcere
SASSARI. Si è consegnato ai suoi colleghi del carcere di Alghero poche ore dopo aver saputo che la sentenza d’appello che lo condannava all’ergastolo era diventata definitiva.E così mercoledì notte...
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SASSARI. Si è consegnato ai suoi colleghi del carcere di Alghero poche ore dopo aver saputo che la sentenza d’appello che lo condannava all’ergastolo era diventata definitiva.
E così mercoledì notte Mario Sanna, l’agente di polizia penitenziaria imputato insieme ad altre due persone per l’omicidio del detenuto Marco Erittu (a novembre 2007) ha preparato la valigia, ha salutato moglie e figlie e ha raggiunto Alghero.
La corte di Cassazione mercoledì pomeriggio ha confermato le tre condanne all’ergastolo emesse a maggio del 2019 dalla corte d’assise d’appello di Sassari che aveva ribaltato la sentenza di assoluzione di primo grado. Insieme a Sanna vanno in carcere anche due ex detenuti: Pino Vandi e Nicolino Pinna.
A far riaprire il caso – archiviato nel 2007 come suicidio – erano state le dichiarazioni di Giuseppe Bigella che nel 2011 si era autoaccusato del delitto e aveva indicato Vandi come mandante, Pinna come colui che avrebbe simulato il suicidio e Sanna come l’agente che aprì la cella. «Un clamoroso errore giudiziario» il commento degli avvocati difensori dopo la sentenza.
E così mercoledì notte Mario Sanna, l’agente di polizia penitenziaria imputato insieme ad altre due persone per l’omicidio del detenuto Marco Erittu (a novembre 2007) ha preparato la valigia, ha salutato moglie e figlie e ha raggiunto Alghero.
La corte di Cassazione mercoledì pomeriggio ha confermato le tre condanne all’ergastolo emesse a maggio del 2019 dalla corte d’assise d’appello di Sassari che aveva ribaltato la sentenza di assoluzione di primo grado. Insieme a Sanna vanno in carcere anche due ex detenuti: Pino Vandi e Nicolino Pinna.
A far riaprire il caso – archiviato nel 2007 come suicidio – erano state le dichiarazioni di Giuseppe Bigella che nel 2011 si era autoaccusato del delitto e aveva indicato Vandi come mandante, Pinna come colui che avrebbe simulato il suicidio e Sanna come l’agente che aprì la cella. «Un clamoroso errore giudiziario» il commento degli avvocati difensori dopo la sentenza.
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