Caso Rizzeddu, protesta in Regione

Sindacati sul piede di guerra. Lunedì l’incontro con i consiglieri del territorio

SASSARI. Un sit-in davanti alla sede dell’assessorato regionale alla Sanità, convocato per giovedì 6 da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di Sassari dopo una caldissima assemblea del personale dipendente della Cooperativa sociale Elleuno, che opera in regime di appalto nelle strutture psichiatriche del complesso ATS di "Rizzeddu". Assemblea che «ha dato pieno e unanime mandato ai sindacati di indire una giornata di mobilitazione, vista la totale assenza di risposte da parte dei dirigenti Ats e dell’assessorato sul mantenimento dei livelli di assistenza su tutte le strutture (compresa quella di Ploaghe in attesa di accreditamento), i livelli occupazionali che contano 85 buste paga, nonché la pubblicazione della gara di appalto per consentire l’avvio di un progetto di riorganizzazione, potenziamento e rilancio del dipartimento, per superare un sistema di proroghe che va avanti dal oltre un decennio».

Si alza di nuovo la tensione tra sindacati e Regione, colpevole secondo i tre segretari Toto Terrosu, Antonio Monni e Dario Cuccuru: «Di comprendere la gravità della situazione e arginare il grave e progressivo declino che sta colpendo duramente e senza precedenti la sanità del territorio, partendo dal totale abbandono in cui versa il sistema della salute mentale, della riabilitazione e dell'assistenza alle persone disabili. Fragili e agli anziani».

Un rapporto tesissimo, con i consiglieri regionali del territorio che cercano di mediare. «C'è un passo avanti importante – spiega Antonio Piu dei Progressisti che un mese fa aveva inviato una lettera al presidente del Consiglio con la richiesta di incontro – è fissata la data dell'incontro tra i consiglieri regionali eletti nel Sassarese e i rappresentanti sindacali di categoria. Discuteremo della situazione del centro di Rizzeddu lunedì alle 11 negli spazi della facoltà di Medicina dell’Università di Sassari. L'obiettivo comune, lo ripetiamo, deve essere la soluzione urgente della vicenda tanto per la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori quanto per il servizio che offrono in un periodo in cui il sistema sanitario è sotto pressione» Un’apertura che i sindacati accolgono guardinghi, annunciando la presenza all'esterno delle aule della facoltà di un presidio, «in attesa delle risultanze». Con la mobilitazione proclamata per giovedì che comunque non di ferma. «Troppe le promesse che abbiamo sentito. Troppo poche le risposte».

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