La Nuova Sardegna

Sassari

Santa Maria preda dei vandali

di Andrea Massidda
Santa Maria preda dei vandali

La chiesa simbolo della città nel mirino: offerte rubate, risse e piazzale ridotto a immondezzaio  

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wSASSARI. Offerte dei fedeli saccheggiate di continuo, scaramucce tra sbandati durante la preghiera della sera, una piazzetta di enorme importanza storico-culturale ridotta a immondezzaio. Lascia sconcertati e con l’amaro in bocca vedere in che condizioni versa ultimamente la chiesa di Santa Maria di Betlem, risalente al XIII secolo e sede di ben sette gremi cittadini (da quello dei Muratori e quello dei Sarti, passando per gli Ortolani, i Falegnami, i Contadini, i Piccapietre e gli Autoferrotranvieri). Un patrimonio religioso sassarese – tra il 14 e il 15 agosto si scioglie il voto all’Assunta – consegnato in mano a bulletti e tossicodipendenti e che, ovviamente, i cinque frati che abitano il convento non possono difendere in nessun modo se non segnalando i fatti alle forze dell’ordine.

Gli episodi di vandalismo si ripetono sempre più frequentemente. Soltanto negli ultimi dieci giorni è stata rubata e poi frantumata la colonnina di legno con dentro i soldi che i devoti danno in beneficenza, e stessa sorte è toccata a un portacandele, prima trafugato e poi abbandonato dietro la siepe davanti alla facciata romanica. Per non parlare di quei ragazzotti che scelgono l’edificio di culto come luogo appartato per fumare canne e devastarsi di alcol. «Non voglio dire che ci sentiamo minacciati – dice padre Giuseppe, vicario del convento – ma certo viviamo la situazione con enorme disagio. Questa chiesa – aggiunge – non solo per i sassaresi è la “casa dei Candelieri”, ma qui fu educato e divenne sacerdote Francesco Zirano, frate francescano martire e poi beato. E tra breve, pandemia permettendo, inaugureremo un museo con cimeli sacri o di enorme rarità. Fa male pensare che non venga protetta almeno da qualche sistema di videosorveglianza».

Certo fa un po’ impressione pensare che il piazzale del tempio dedicato alla Vergine Maria sia circondato da bottiglie di vino spezzate, lattine di birra, siringhe e contenitori di hamburger. Anche le bestemmie in libertà, si sprecano «Lì davanti – racconta mortificato fra’ Maurizio – alcune baby gang o personaggi più adulti dallo stile di vita poco sano fanno il bello e il cattivo tempo, per questo motivo noi frati del convento non ci sentiamo sicuri. Sappiamo bene che viviamo in tempi di grande disagio sociale, ma così è oggettivamente difficile andare avanti. Subiamo continue incursioni, come quella di un ragazzo che qualche giorno fa aveva in mano una lama a mezzaluna e si è portato via le offerte dei fedeli».L’episodio più inquietante risale alla settimana scorsa, quando il portone del convento è stato letteralmente sfondato da un giovane visibilmente sotto effetto di alcol, che a sua volta era stato spinto con estrema violenza da altri suoi coetanei.

Della questione si sta occupando anche il consigliere comunale Giuseppe Palopoli, che ha già sollecitato l’assessorato all’Ambiente per far sì che venga decespugliata la siepe che separa piazza Santa Maria dall’edificio che ospitava una banca. «Eliminando quella sorta di parete vegetale – spiega – possiamo rendere meno nascosto il luogo dove alcuni malintenzionati si appartano ber bere e drogarsi. Tuttavia – conclude Palopoli – l’ideale sarebbe dotare la piazza di un circuito di videosorveglianza in grado di fare da deterrente agli atti vandalici».

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