La Nuova Sardegna

Sassari

Troppe mail, scatta la sanzione

di Salvatore Santoni
Troppe mail, scatta la sanzione

Sorso. Impiegato comunale in smart working ricorre al giudice del lavoro. Il Comune: «Tutto a posto»

3 MINUTI DI LETTURA





SORSO. Sotto lo spettro visibile della burocrazia strisciano storie pazzesche in confronto alle noiose sabbie mobili che inghiottiscono pratiche e cittadini. Ci sono frizzi e lazzi sindacali, guerre tra colleghi, furbetti del cartellino e fannulloni. Ma c’è anche chi chiede di lavorare e si becca una punizione per aver scritto troppe mail ai superiori. È successo a Sorso, dove nei giorni scorsi un dipendente del Comune ha presentato un ricorso contro una sanzione disciplinare scoccata dall’amministrazione comunale per aver scritto «reiteratamente senza motivazione nonostante le rassicurazioni ricevute».

Il contesto. La vicenda si è consumata nei mesi scorsi in uno dei settori cruciali dell’amministrazione sorsese. Il dipendente era in smart working su disposizione del medico. A un certo punto ha cominciato ad avere problemi con l’accesso alla piattaforma informatica del Comune, una cosa del tutto fisiologica – ha pensato – in un momento in cui la macchina amministrativa non era abituata a telelavoro dei dipendenti. E quindi ha cominciato a scrivere mail per segnalare il problema, quasi tutte cadute nel vuoto. Poi i giorni di “lavoro” senza poter lavorare sono diventati troppi. E così anche le mail del dipendente, che hanno indispettito i superiori.

La sanzione. La punizione è stata preceduta da vari scambi di mail e Pec tra dipendente e vertici dell’apparato amministrativo. A un certo punto, il 5 gennaio 2021, in Comune hanno deciso di far partire una sanzione disciplinare di “rimprovero verbale”, apparentemente innocua ma che resta allegata al fascicolo personale del dipendente. La sanzione dell’amministrazione poggia sulle ripetute comunicazioni del dipendente e sull’asserzione che il Centro di elaborazione dati (Ced) avrebbe più volte verificato i collegamenti e che tutto risultava in ordine. Di contro il dipendente ha continuato a lamentare per giorni di non riuscire a lavorare.

Il ricorso. Il ricorso parte dalla contestazione del mancato rispetto delle procedure previste dal contratto nazionale. In pratica il dipendente, rappresentato dall’avvocato Paolo Fais di Sassari, lamenta di non essere stato sentito e non ha quindi potuto difendersi prima dell’applicazione della sanzione disciplinare. Il resto del ricorso punta sul fatto che l’accesso al sistema informatico era interdetto. Ma non è tutto, perché c’è anche un dettaglio inquietante sulla presunta violazione dell’account in capo al dipendente. Si tratta di un accesso a una preziosa banca dati esterna all’ente. In pratica, secondo la tesi contenuta nel ricorso, qualcun altro in Comune avrebbe utilizzato le credenziali all’insaputa del dipendente. Dopo di che, sempre secondo quanto contenuto nel ricorso, il dipendente sarebbe stato tagliato fuori dal sistema informatico. E quindi ha cominciato a scrivere mail quotidiane – qualcosa indirizzato anche al sindaco – segnalando di non riuscire a lavorare e chiedendo istruzioni per non restare improduttivo.

In tribunale. Dagli scambi a distanza via protocollo ora lo scontro si sposta in tribunale. Nei giorni scorsi, con la delibera numero 55 del 27 aprile 2021, la giunta comunale guidata dal sindaco Fabrizio Demelas ha deciso di restituire in giudizio conferendo l’incarico legale allo studio dell’avvocato Maria Cristina Marras di Sassari. Per capire chi ha ragione in questa storia non resta che attendere il pronunciamento del giudice.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative