La Nuova Sardegna

Sassari

Picchia genitori e sorella condannato un 46enne

di Nadia Cossu
Picchia genitori e sorella condannato un 46enne

Oltre alle botte anche le minacce: «Sono il più forte, vi ammazzo, vi disintegro» Il giudice applica anche due anni di libertà vigilata e un trattamento al Csm

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SASSARI. «Vi disintegro, io sono il più forte, io non mollo», e ancora: «Vi ammazzo tutti», «scemi, stronzi, malati». Per rimanere nell’ambito delle parole, perché poi si aggiungevano schiaffi, calci e pugni.

Con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di padre, madre e sorella è finito a processo un 46enne che, a conclusione del processo, è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione. Disposta anche l’applicazione di due anni di libertà vigilata perché, scrive il giudice Giuseppe Grotteria, «in accordo con l’analisi del consulente del pubblico ministero non può essere esclusa la reiterazione del reato e quindi la pericolosità sociale dell’imputato». Libertà vigilata abbinata a un trattamento terapeutico al Csm.

Le offese, gli insulti e le aggressioni erano ormai all’ordine del giorno tanto che il clima in casa era diventato invivibile. Gli episodi di violenza da parte del 46enne sono elencati nella richiesta di rinvio a giudizio. L’imputato avrebbe picchiato più volte il proprio padre «con schiaffi, calci e pugni mentre si trovava in campagna con lui, arrivando anche a colpirlo con pugni al volto durante una cena, alla presenza di numerose persone, provocandogli vistosi ematomi e escoriazioni». Le botte non risparmiavano nemmeno la madre che l’uomo avrebbe colpito «con schiaffi alla testa, arrivando a dargliene in un’occasione uno molto forte dopo averla accusata ingiustamente di aver macchiato dei suoi pantaloni, lanciandole contro l’indumento».

E poi c’era la sorella, altra vittima dei maltrattamenti del 46enne che in un’occasione le avrebbe «strappato i capelli e sferrato tre schiaffi alla testa dopo averle lanciato contro un’albicocca minacciandola così: “Stai attenta a quello che fai, ti ammazzo, sono molto più forte di te”». Episodi che in alcuni casi si sarebbero verificati anche di fronte alla nipote minorenne.

Nel processo i familiari dell’imputato non si sono costituiti parte civile anche perché ultimamente il 46enne, difeso dall’avvocato Claudio Mastandrea, avrebbe cambiato comportamento, avrebbe cioè messo da parte l’aggressività e avrebbe persino ripreso a lavorare.

Ma quelle condotte vessatorie e violente nei confronti della famiglia restano e il giudice, tenendo conto delle prove acquisite durante il dibattimento, lo ha condannato a un anno e quattro mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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