Sassari, la morte del piccolo Diego a Taniga: primi passi dell’inchiesta

Lara Senatore, sostituto procuratore, affiderà l’incarico al medico legale. Il bimbo di 18 mesi morto per asfissia dopo essere caduto in una pozza d’acqua

SASSARI. Dovrebbe essere effettuata oggi all’Istituto di Patologia forense a Rizzeddu la perizia sul corpo del piccolo Diego, il bimbo di 18 mesi deceduto mercoledì sera nel reparto di rianimazione dove era stato ricoverato circa quattro ore prima in gravissime condizioni dopo essere caduto in una pozza d’acqua nel cortile dell’abitazione di famiglia a “Taniga Malafede”. Il dramma in pochi attimi: il bambino giocava nel prato verde insieme alla sorellina di tre anni e a una amichetta. Pericoli praticamente assenti se non fosse per quel laghetto preformato, una pozza con 50 centimetri d’acqua utilizzata come arredo nei giardini. Diego è caduto, non è riuscito a rialzarsi, è rimasto con la faccia immersa nell’acqua. I soccorsi sono stati rapidi, ma le condizioni del piccolo erano gravissime e in serata i medici si sono dovuti purtroppo arrendere.

Il magistrato della procura della Repubblica di Sassari Lara Senatore, titolare dell’inchiesta di quello che - è certo - è stato un incidente domestico, oggi dovrebbe affidare l’incarico al medico legale per l’esame. E sempre oggi dovrebbero conoscersi le iniziative della Procura per l’eventuale iscrizione di persone nel registro degli indagati. Ed è questa, purtroppo, la parte altrettanto dolorosa che segue la tragedia. E fa riferimento alla necessità di accertare le responsabilità per la morte del bambino.

Le indagini sono state affidate agli agenti della squadra mobile della Questura di Sassari che hanno eseguito i rilievi con gli specialisti della polizia Scientifica. Sentiti alcuni testimoni e ricostruite le fasi precedenti al grave incidente che è costato la vita al piccolo Diego. Da quanto emerso, il bambino giocava nel prato con la sorellina e un’altra bambina, il papà era appena rientrato dal lavoro per pranzo e la mamma stava preparando la tavola. Tutto pronto e in pochi minuti la famiglia si sarebbe riunita come ogni giorno.

All’improvviso Diego non si trova, la sorellina dice di non averlo visto. I genitori si precipitano fuori, il bimbo è nella pozza d’acqua con la faccia verso il basso, il ciuccio accanto. Il padre lo tira sù, si rende conto che la situazione è gravissima. La mamma chiama il 118, concordano un incontro con l’ambulanza al presidio sanitario di San Camillo. Lì ci arrivano in macchina, c’è un corso per rianimatori. L’uomo entra con il bimbo in braccio, i medici tentato di fare ripartire il cuore di Diego. Poi si decide il trasferimento con l’ambulanza medicalizzata del 118 all’ospedale, in rianimazione. La situazione è gravissima ma c’è una debole speranza. Che crolla alla 18, purtroppo Diego non ce l’ha fatta. (g.baz.)

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