Alla ricerca dei resti della banditessa Delitala

Uno studio di tre ricercatori apre una finestra sulla storia dell’Anglona e sulla figura della nobile

NULVI. Un nuovo e interessante studio condotto da Angelino Tedde, Giovanni Soro e Andreina Cascioni apre un’altra finestra sulla storia dell’Anglona. I tre studiosi hanno recentemente pubblicato sulla rivista online “Accademia sarda di storia di cultura e di lingua” una loro ricerca su “Le sepolture: dalle chiese ai cimiteri (XII-XIX Sec.)”, partendo dalla recente scoperta nella chiesa del Carmelo di Chiaramonti della sepoltura di donna Lucia Tedde Delitala, la famosa banditessa di madre nulvese e padre di origine chiaramontese. Era costume tra i cristiani, fin dal tardo medioevo, seppellire i defunti nelle chiese così che i parenti li ricordassero nelle preghiere. In molte chiese esistevano anche dopo la morte delle distinzioni tra le sepolture. In genere i sacerdoti venivano calati in una fossa o cripta scavata presso il presbiterio, davanti all’altare maggiore e sulla tomba veniva posta una lastra di marmo. I vescovi talvolta godevano del privilegio di un sarcofago, una bara di marmo o di pietre. Spesso i nobili con grossi lasciti potevano costruire nelle pareti laterali o presso le colonne delle navate, delle cappelle funebri. I tre studiosi si soffermano su alcune chiese della Sardegna settentrionale (Sassari, Alghero, Arzachena, Olbia) ma in particolare su quelle anglonesi. «Nel 1990, presso la chiesa della Madonna degli Angeli a Perfugas, sono state rintracciate delle tombe ipogee a volta ad arco a sesto acuto - spiegano - mentre nella chiesa di Sant’Antonio Abate, duomo della diocesi di Ampurias, oltre alle tombe a vasca sotto il pavimento, sono state ritrovate delle sepolture fuori della chiesa. A Nulvi il vescovo Galçerin è sepolto sotto il pavimento presumibilmente in una tomba a vasca nella chiesa di Santa Tecla, davanti alla cappella della Madonna del Rimedio, mentre le tombe della chiesetta di San Giovanni Battista erano tutte a vasca. È probabile anche che le tombe delle cappelle della chiesa di San Matteo di su Monte de Cheja in Chiaramonti abbiano le sepolture a vasca. Alcuni nobili si costruivano una chiesetta nei loro poderi e lì si facevano seppellire: è il caso della chiesa campestre di Sant’Antonio abate dei Satta Delitala, in agro di Nulvi». L’editto napoleonico di Saint Cloud, emanato il 12 giugno 1804, stabilì che le tombe venissero poste al di fuori delle mura cittadine e che fossero tutte uguali. “Nel caso di Donna Lucia Tedde Delitala - sostengono gli studiosi - sarebbe auspicabile effettuare uno scavo per ritrovare le sue ossa sotto il pavimento della chiesa del Carmelo insieme alle ossa di altri suoi congiunti”.

Mauro Tedde



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