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Sassari

La moglie aveva difeso il coniuge in aula: ha sempre fatto del bene

«Quel linguaggio non appartiene a mio marito e non riconosco il contenuto di quei volantini». Così la moglie di Agostino Pinna aveva difeso il proprio marito davanti al giudice. La donna, citata come...

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«Quel linguaggio non appartiene a mio marito e non riconosco il contenuto di quei volantini». Così la moglie di Agostino Pinna aveva difeso il proprio marito davanti al giudice. La donna, citata come teste dall’avvocato Marco Palmieri che difende l’imputato, aveva voluto in qualche modo riabilitare in aula la figura del coniuge: «Un uomo che ha sempre fatto del bene, che come me ha frequentato la chiesa e che si è dedicato agli altri con il volontariato». Aveva anche detto che la grafia nelle lettere anonime recapitate ai genitori dell’insegnante non era quella di suo marito.

Il difensore aveva chiesto al giudice che venisse eseguita una perizia calligrafica su quelle lettere ma l’istanza era stata rigettata.

La grafia era stata invece riconosciuta dalla maestra perché l’imputato era solito mandare dei biglietti di auguri al figlioccio.

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