Teschio in spiaggia, attesa per gli esami tecnici
Segnalato da un uomo che passeggiava in spiaggia a Badesi era stato recuperato dai carabinieri
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SASSARI. Verrà esaminato all’Istituto di Patologia forense di Sassari - per una datazione certa e per le valutazioni del caso - il teschio che sabato sera è stato recuperato e repertato dai carabinieri della compagnia di Valledoria sulla spiaggia di Baia delle Mimose, in prossimità della foce del fiume, a Badesi. Il reperto verrà consegnato nei prossimi giorni, appena arriverà la delega del magistrato.
Serviranno esami con procedure particolari per stabilire con una certa affidabilità a quando risale il reperto che chissà per quanto tempo è rimasto sotto la sabbia e solo di recente - sicuramente con la continua azione dell’acqua - è stato fatto affiorare.
É stato un uomo che stava facendo una passeggiata in compagnia della figlia a notare il cranio che sbucava dalla sabbia. In un primo momento ha pensato a una conchiglia, poi ha cominciato a scavare con cura ai lati e si è reso subito conto che si trattava di un teschio. A quel punto l’uomo ha avvertito i carabinieri e sul posto è intervenuta una pattuglia della compagnia dei carabinieri di Valledoria.
I militari hanno eseguito alcuni rilievi di rito, soprattutto per fissare con esattezza il punto di ritrovo e per valutare se fossero presenti nella stessa area altre parti dello scheletro. L’ipotesi è che il cranio sia datato nel tempo e che possa essere di un bambino (questo almeno stando alle prime valutazioni).
Ora bisognerà attendere i risultati degli esami per avere qualche certezza in più e per effettuare eventualmente una analisi della lista delle persone scomparse nell’arco degli anni.
Uno scheletro intrappolato fra terra e sabbia era stato recuperato, a metà di gennaio del 2019 dagli agenti del Corpo Forestale nella pineta Mugoni di Alghero, di fronte al mare. Le indagini sono ancora in corso.
Serviranno esami con procedure particolari per stabilire con una certa affidabilità a quando risale il reperto che chissà per quanto tempo è rimasto sotto la sabbia e solo di recente - sicuramente con la continua azione dell’acqua - è stato fatto affiorare.
É stato un uomo che stava facendo una passeggiata in compagnia della figlia a notare il cranio che sbucava dalla sabbia. In un primo momento ha pensato a una conchiglia, poi ha cominciato a scavare con cura ai lati e si è reso subito conto che si trattava di un teschio. A quel punto l’uomo ha avvertito i carabinieri e sul posto è intervenuta una pattuglia della compagnia dei carabinieri di Valledoria.
I militari hanno eseguito alcuni rilievi di rito, soprattutto per fissare con esattezza il punto di ritrovo e per valutare se fossero presenti nella stessa area altre parti dello scheletro. L’ipotesi è che il cranio sia datato nel tempo e che possa essere di un bambino (questo almeno stando alle prime valutazioni).
Ora bisognerà attendere i risultati degli esami per avere qualche certezza in più e per effettuare eventualmente una analisi della lista delle persone scomparse nell’arco degli anni.
Uno scheletro intrappolato fra terra e sabbia era stato recuperato, a metà di gennaio del 2019 dagli agenti del Corpo Forestale nella pineta Mugoni di Alghero, di fronte al mare. Le indagini sono ancora in corso.
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