Maltrattamenti a un’anziana di 83 anni, figlia rinviata a giudizio
ALGHERO. Dalla bocca di una figlia sarebbero uscite, nei confronti dell’anziana madre, frasi come: «Perché non crepi? Devi crepare, te ne devi andare», «sei una bastarda, stronza». Così si sarebbe...
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ALGHERO. Dalla bocca di una figlia sarebbero uscite, nei confronti dell’anziana madre, frasi come: «Perché non crepi? Devi crepare, te ne devi andare», «sei una bastarda, stronza». Così si sarebbe rivolta una 45enne algherese alla mamma di 83 anni. E poi l’avrebbe anche minacciata di morte: «Ti ammazzo». Maltrattamenti e accuse pesantissime che hanno convinto il gup Giuseppe Grotteria a rinviare a giudizio la donna, il processo inizierà a novembre davanti al collegio presieduto dal giudice Elena Meloni.
L’anziana, tra le altre cose, sarebbe stata costretta a restare chiusa in camera fino al pomeriggio e a fare i bisogni dentro un secchio perché eventuali rumori avrebbero svegliato sua figlia (che si alzava nel pomeriggio inoltrato). E poi c’erano le aggressioni fisiche. La donna avrebbe tirato i capelli alla madre, l’avrebbe colpita con schiaffi «e afferrata per gli avambracci procurandole ferite sulla pelle». In questo modo, ossia con la forza, sarebbe riuscita a impossessarsi di 60mila euro che la vittima sosteneva fossero i risparmi che lei e suo marito custodivano in una cassaforte. Da qui la contestazione della rapina.
Nella denuncia presentata dall’anziana, un lungo racconto delle continue sopraffazioni, degli abusi e delle violenze fisiche e psicologiche subite tra il 2017 e il 2018 che a un certo punto l’hanno spinta ad abbandonare la propria casa e a trovare rifugio altrove. Giornate passate nel terrore che quella figlia potesse farle del male. Perché erano frequenti gli scatti d’ira senza una ragione particolare, comportamenti violenti e minacciosi che l’imputata avrebbe avuto anche nei confronti del padre, soprattutto quando lui si era ammalato. Tanto che, a detta della madre, la 45enne si sarebbe mostrata insofferente e intollerante persino ai lamenti di dolore dell’anziano «arrivando più volte ad augurargli la morte» perché la disturbava durante il sonno.
Poi c’era la questione “denaro”. Ogni qualvolta la madre non esaudiva le sue richieste di soldi – che sarebbero serviti per sfizi quali trattamenti di bellezza, cibo costoso per i cani, vacanze in Costa Smeralda, abiti lussuosi – o faceva qualcosa che non le andava bene, partivano insulti e violenze. (na.co.)
L’anziana, tra le altre cose, sarebbe stata costretta a restare chiusa in camera fino al pomeriggio e a fare i bisogni dentro un secchio perché eventuali rumori avrebbero svegliato sua figlia (che si alzava nel pomeriggio inoltrato). E poi c’erano le aggressioni fisiche. La donna avrebbe tirato i capelli alla madre, l’avrebbe colpita con schiaffi «e afferrata per gli avambracci procurandole ferite sulla pelle». In questo modo, ossia con la forza, sarebbe riuscita a impossessarsi di 60mila euro che la vittima sosteneva fossero i risparmi che lei e suo marito custodivano in una cassaforte. Da qui la contestazione della rapina.
Nella denuncia presentata dall’anziana, un lungo racconto delle continue sopraffazioni, degli abusi e delle violenze fisiche e psicologiche subite tra il 2017 e il 2018 che a un certo punto l’hanno spinta ad abbandonare la propria casa e a trovare rifugio altrove. Giornate passate nel terrore che quella figlia potesse farle del male. Perché erano frequenti gli scatti d’ira senza una ragione particolare, comportamenti violenti e minacciosi che l’imputata avrebbe avuto anche nei confronti del padre, soprattutto quando lui si era ammalato. Tanto che, a detta della madre, la 45enne si sarebbe mostrata insofferente e intollerante persino ai lamenti di dolore dell’anziano «arrivando più volte ad augurargli la morte» perché la disturbava durante il sonno.
Poi c’era la questione “denaro”. Ogni qualvolta la madre non esaudiva le sue richieste di soldi – che sarebbero serviti per sfizi quali trattamenti di bellezza, cibo costoso per i cani, vacanze in Costa Smeralda, abiti lussuosi – o faceva qualcosa che non le andava bene, partivano insulti e violenze. (na.co.)
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