Accessi in tribunale, l’Anf: «Ricorreremo al Tar»
Presa di posizione del sindacato sulle limitazioni negli ingressi al palazzo di giustizia per gli avvocati
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SASSARI. L’Anf di Sassari (associazione nazionale forense), ossia il sindacato degli avvocati, sta valutando di ricorrere al Tar sulla questione del contestato sistema di accesso al tribunale sollevata negli ultimi giorni e per la quale sono state raccolte in poche ore 500 firme. «Laddove venisse adottato in via definitiva il protocollo volto a disciplinare l’accesso degli avvocati nel palazzo di giustizia, si creerebbe una situazione molto grave».
Alla luce di questo protocollo, in fase di sperimentazione da questo mese, ma che dovrebbe diventare definitivo a far data dal primo giugno, «l’accesso al tribunale sarà consentito esclusivamente per le udienze o solo dietro prenotazione di apposito appuntamento, con specifici uffici e per un numero limitato di adempimenti giornalieri, da effettuarsi mediante piattaforma telematica» spiega in una nota Antonio Deiana, avvocato e segretario dell’Anf di Sassari.
Una misura che a detta del sindacato rappresenterebbe un’evidente violazione dei diritti degli avvocati «che, contrariamente a quanto sempre avvenuto, non potranno più avere libero accesso al palazzo di giustizia, come luogo dove esercitano la propria attività, ma dovranno obbligatoriamente passare attraverso un sistema di prenotazione e un controllo del personale della sicurezza, salvo una limitata casistica di provvedimenti urgenti».
Nel protocollo questa decisione viene motivata con «le gravi attuali condizioni pandemiche». E anche su questo gli avvocati sollevano obiezioni: «A parte che i dati relativi alla pandemia quotidianamente rilevati nella nostra regione sono, ad oggi, tutt’altro che preoccupanti e, con il progredire delle vaccinazioni e la stagione calda, sono destinati ad ulteriore miglioramento, non si comprende perché, sulla base dei medesimi dati pandemici è invece consentito il libero accesso a tutti gli altri uffici giudiziari della Sardegna. Sempre a Sassari, peraltro, si accede liberamente agli uffici della corte d’appello di via Budapest».
L’Anf ha inviato una nota critica al presidente del tribunale Massimo Zaniboni e al consiglio dell’ordine degli avvocati. «In assenza di riscontro, e nonostante gli avvocati sassaresi in una spontanea iniziativa abbiano in poche ore raccolto 500 firme chiedendo la revoca di questa misura restrittiva, Anf Sassari sta valutando un ricorso al Tar per l’annullamento del provvedimento». (na.co.)
Alla luce di questo protocollo, in fase di sperimentazione da questo mese, ma che dovrebbe diventare definitivo a far data dal primo giugno, «l’accesso al tribunale sarà consentito esclusivamente per le udienze o solo dietro prenotazione di apposito appuntamento, con specifici uffici e per un numero limitato di adempimenti giornalieri, da effettuarsi mediante piattaforma telematica» spiega in una nota Antonio Deiana, avvocato e segretario dell’Anf di Sassari.
Una misura che a detta del sindacato rappresenterebbe un’evidente violazione dei diritti degli avvocati «che, contrariamente a quanto sempre avvenuto, non potranno più avere libero accesso al palazzo di giustizia, come luogo dove esercitano la propria attività, ma dovranno obbligatoriamente passare attraverso un sistema di prenotazione e un controllo del personale della sicurezza, salvo una limitata casistica di provvedimenti urgenti».
Nel protocollo questa decisione viene motivata con «le gravi attuali condizioni pandemiche». E anche su questo gli avvocati sollevano obiezioni: «A parte che i dati relativi alla pandemia quotidianamente rilevati nella nostra regione sono, ad oggi, tutt’altro che preoccupanti e, con il progredire delle vaccinazioni e la stagione calda, sono destinati ad ulteriore miglioramento, non si comprende perché, sulla base dei medesimi dati pandemici è invece consentito il libero accesso a tutti gli altri uffici giudiziari della Sardegna. Sempre a Sassari, peraltro, si accede liberamente agli uffici della corte d’appello di via Budapest».
L’Anf ha inviato una nota critica al presidente del tribunale Massimo Zaniboni e al consiglio dell’ordine degli avvocati. «In assenza di riscontro, e nonostante gli avvocati sassaresi in una spontanea iniziativa abbiano in poche ore raccolto 500 firme chiedendo la revoca di questa misura restrittiva, Anf Sassari sta valutando un ricorso al Tar per l’annullamento del provvedimento». (na.co.)
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