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Sassari

Colpisce l’amica con un pc poi la rapina, condannato

di Nadia Cossu
Colpisce l’amica con un pc poi la rapina, condannato

Un 33enne accusato di una violenta aggressione: inflitti in appello 4 anni e mezzo L’uomo l’aveva anche minacciata: «Se racconti qualcosa ti incendio la casa» 

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SASSARI. Un’aggressione particolarmente violenta contro una conoscente alla quale, dopo aver sfondato il portone di casa, aveva rubato il computer che aveva poi utilizzato per colpirla in testa prima di scappare.

I giudici della corte d’appello di Sassari, a conclusione del processo nei confronti del sassarese di 33 anni Alessandro Udassi, hanno confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione. Sono state ritenute evidenti anche dai giudici di secondo grado le prove a carico dell’imputato che – come se non fosse bastata quell’aggressione alla donna – dopo venti giorni era tornato da lei e l’aveva minacciata: «Se racconti quello che è successo ti incendio la casa».

Il primo episodio contestato a Udassi risale al 10 gennaio del 2020. L’uomo, così come era stato ricostruito dagli investigatori della squadra mobile di Sassari che lo avevano arrestato, aveva sfondato la porta di casa della donna e aveva rubato il computer portatile, lo stesso pc che poi aveva anche usato per colpirla. Dopo alcuni giorni era tornato a casa della vittima per minacciarla di morte nel caso lo avesse denunciato alle forze dell’ordine. In quella occasione, per essere più convincente e per completare l’opera e terrorizzare per bene la donna, l’aveva colpita con una testata e trascinata fuori dall’abitazione lasciando intendere di volerla portare via. All’arrivo della polizia – che era stata avvertita da un conoscente della donna – l’uomo era riuscito a scappare e a far perdere le proprie tracce.

Gli investigatori della squadra mobile, a conclusione delle indagini – e nonostante la paura della vittima che in stato di choc aveva avuto difficoltà a fornire elementi utili per lo sviluppo dell’attività investigativa – erano riusciti a identificare l’autore della violenta aggressione: Udassi, appunto.

L’intensa attività della polizia aveva permesso di mettere insieme tutti i tasselli e di raccogliere elementi di prova importanti. E contestualmente il giudice delle indagini preliminari, dopo avere valutato la pericolosità del 33enne e nel timore che potesse allontanarsi dalla città, aveva emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Nel processo la vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Salvatore Masia mentre l’imputato – che nel frattempo era anche evaso dai domiciliari – era assistito dall’avvocato Costanza Uras.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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