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Frulio: «Fermiamo i furti del pescato»

Frulio: «Fermiamo i furti del pescato»

Appello dell’assessore alle Attività produttive contro i “predoni del Golfo”

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PORTO TORRES. «La questione dei furti delle attrezzature e del pescato nel Golfo dell'Asinara deve essere subito affrontata in un tavolo sull'ordine pubblico». L’appello è lanciato dall'assessore comunale alle Attività produttive, Salvatore Frulio, e fa seguito alla denuncia presentata nei giorni scorsi dalle rappresentanze degli operatori turritani della piccola pesca. Nei giorni scorsi diversi pescatori si sono presentati alla caserma del posto fisso di polizia per denunciare i continui furti del pesce dalle reti calate in mare e anche i danneggiamenti delle loro attrezzature da pesca. Una situazione diventata oramai insostenibile per chi vive solamente di questo lavoro e fa enormi sacrifici per assicurare un reddito alla propria famiglia.

«Quello dei cosiddetti predoni del mare è un fenomeno che va combattuto con fermezza – aggiunge l'assessore – perché non è accettabile che operatori già stremati dagli effetti della pandemia, vedano sfumare i guadagni del proprio lavoro. Invito quindi tutti gli enti che hanno competenza ad avviare un confronto sulle strategie da mettere in campo per contrastare questo fenomeno. Le strade possono essere diverse: da un lato presidiare maggiormente il Golfo dell'Asinara e il porto turritano, dall'altro monitorando l'intera filiera di distribuzione dei prodotti ittici perché la piccola pesca rappresenta un pezzo fondamentale della nostra economia e va tutelata in ogni forma possibile». Anche il Flag Nord Sardegna chiede che vengano intensificati i controlli sulle reti calate in mare. «Difficile non pensare che tutto questo prodotto vada a finire solamente per consumi personali – dice il presidente del Flag Benedetto Sechi -, viste le grandi quantità sottratte, e con l’avvio della stagione turistica, che tutti auspichiamo parta al più presto nel rispetto delle norme anti Covid, il fenomeno potrebbe aggravarsi ulteriormente con l’aumento dei consumi, trovando acquirenti poco interessati a verificare l’origine del prodotto». (g.m.)

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