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Sassari

L’identikit: «Modi gentili e ottimi parlatori»

L’identikit: «Modi gentili e ottimi parlatori»

Il monito: non fidatevi solo perché vi chiamano per nome, fanno indagini per sapere tutto di voi

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SASSARI. Studiano le vittime e carpiscono quante più informazioni possibili sulla loro vita privata. Serve per approcciarsi con toni confidenziali e guadagnare fiducia.

Ieri mattina gli ufficiali della polizia locale hanno delineato l’identikit del truffatore seriale: «Possono essere sia uomini che donne, hanno un’aria rassicurante e spesso vestono anche in modo elegante». Una cura dell’aspetto fisico che, pure questa, fa parte delle strategie di “aggancio”. «Sono anche degli ottimi parlatori, usano un linguaggio forbito e hanno modi gentili».

Più di una volta, inoltre, utilizzano il trucco del “sono amico di suo figlio”, e aggiungono il nome per sembrare più credibili. «Non fatevi ingannare da questi dettagli – avvisa la polizia locale – Può infatti succedere che i truffatori facciano delle indagini preventive sulla famiglia, per sapere se la vittima potenziale ha figli, nipoti. In questo modo fingono di conoscere il familiare e acquistano maggiore credibilità».

I toni pacati sono un denominatore comune. «Un problema molto grave e sul quale il comando pone l’attenzione – hanno spiegato ieri nella chiesa di San Pietro – è che il truffatore è normalmente una persona furba che sa conquistare la fiducia della vittima, per tradirla poi a proprio vantaggio. Sfrutta il momento in cui la persona è magari distratta e agisce spesso all’uscita da una banca o da un ufficio postale».

E anche a questo proposito la polizia locale ha voluto far sapere che «nessun funzionario della banca o delle poste vi ferma per strada per chiedervi informazioni su eventuali operazioni che avete appena effettuato». È anche quello un modo, piuttosto, per ingannare la persona facendole credere di essere chi non si è.

In qualsiasi situazione l’avvertimento è comunque sempre quello di non perdere la calma, nell’eventualità in cui ci si renda conto di essere in pericolo. «Se ad esempio inavvertitamente si apre la porta a uno sconosciuto e ci si sente a disagio, meglio restare sereni e invitare l’estraneo a uscire, aprendo la porta e ripetendo l’invito a voce più alta, in modo che i vicini possano sentire e venire in aiuto». (na.co.)

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