I centouno anni del cavalier Antonio Carboni

PORTO TORRES. Il cavalier Antonio Carboni ha soffiato su 101 candeline della torta con la solita, straordinaria vigoria, circondato dall'affetto dei suoi familiari più stretti e da quello virtuale...

PORTO TORRES. Il cavalier Antonio Carboni ha soffiato su 101 candeline della torta con la solita, straordinaria vigoria, circondato dall'affetto dei suoi familiari più stretti e da quello virtuale di tanti amici sui social. Nato a Porto Torres il 23 maggio 1920, Antonio Carboni ha cominciato a lavorare presto «come garzone al Lido del Cavalier Piras allo Scogliolungo - ricorda -, poi sono stato assunto come marcatempo all’Ilva, quindi trasferito in ufficio come dattilografo e in seguito contabile fino al 1940».

Dopo la seconda guerra mondiale, congedato il 25 ottobre 1945 e dichiarato invalido di guerra con pensione vitalizia, inizia la seconda parte della vita di Carboni. Al lavoro affianca l'impegno politico: prima è segretario della Cgil turritana, poi è eletto in consiglio comunale per tre legislature con la Dc, divenendo assessore alle Finanze. Presidente della sezione Combattenti e reduci fondata nel 1960, per oltre vent’anni consigliere dell’asilo infantile Biccheddu, autore del libro “Storie e ricordi della miniera di Canaglia”, è stato insignito del Cavalierato della Repubblica dall’allora presidente del consiglio e futuro presidente della Repubblica Antonio Segni. (e.f.)

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