Alla Divina Provvidenza arrivano i carabinieri

Famiglie degli anziani in rivolta: «Da settembre non vediamo i nostri cari» Appello al sindaco e al vescovo: «Quale il futuro degli ospiti?». Sindacati vicini 

SASSARI. Famiglie degli anziani ospiti della Casa Divina Provvidenza in rivolta. Ieri mattina un gruppo di parenti che non vede i propri cari dallo scorso settembre ha chiamato i carabinieri perché anche nella casa di riposo venga applicato il decreto del ministro della Salute Roberto Speranza che consente le visite in sicurezza. Arrabbiati, stanchi di una situazione in cui non vedono spiragli, i familiari si sono dati appuntamento davanti all’istituto di via Sant’Anna fondato da padre Manzella per chiedere di essere ricevuti dai dirigenti e avere spiegazioni del perché non venga ancora concesso di poter riprendere i contatti con i loro anziani, andandoli a trovare o facendoli uscire per una passeggiata. Come è già avvenuto in altre strutture in seguito alle disposizioni del governo dell’8 maggio. Per un ritorno alla normalità visto che gli ospiti sono tutti vaccinati, anche nell’istituto per anziani sassarese.

Al gruppo non è stato concesso di entrare, ma il direttore è uscito sulla strada informando che si stanno applicando gli ordini ricevuti. Risposta che non ha soddisfatto le famiglie degli ospiti, lasciandoli con l’amaro in bocca. Manca poter stringere in un abbraccio o dare una carezza ai propri genitori e zii che a loro volta hanno bisogno di un contatto con figli e nipoti. Rapporti fisici che stanno diventando ricordi sempre più sbiaditi.

Ma manca anche non avere certezze su quale sarà il futuro dei ricoverati nella struttura. Lo scorso aprile il vicepresidente Pintus aveva inviato una mail alle famiglie informandole che entro la fine del mese tutti gli anziani sarebbero stati dimessi perché la struttura non era più in grado economicamente di poterli accogliere. Di fatto, però, questo è avvenuto solo in parte e ai “Cronici” sono rimasti una cinquantina di loro.

A questo punto i familiari chiedono che le istituzioni, dal Comune alla Curia, risolvano in tempi brevi tutti i problemi, visto che il consiglio d’amministrazione sembra non esistere, tra presidentessa dimissionaria e rappresentanti che mancano.

Proprio ieri, a protesta conclusa, però i parenti hanno ricevuto mail di tenore diverso; ad alcuni si chiedeva di andare a prendere gli anziani, ad altri che le dimissioni dell’ospite erano temporaneamente sospese. Un fatto che ha contribuito a creare ulteriore confusione.

Intanto Fnp-Cisl, Spi-Cgil e Uilp-Uil hanno espresso preoccupazione per la situazione della Casa Divina Provvidenza: «Come sindacati dei pensionati – dice Vanna Spanu, reggente della Fnp-Cisl – chiediamo con forza una immediata soluzione al problema al sindaco, al prefetto, al presidente della Regione a un dramma che travolge non solo le famiglie e gli anziani ma anche il personale». (p.f.)

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