«Un patto per la sicurezza e la salute dei lavoratori»
di Gavino Masia
I sindacati chiedono azioni immediate da parte del Governo nazionale Ieri mattina sit-in davanti al Petrolchimico, previste ulteriori iniziative
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PORTO TORRES. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno richiesto da sempre al governo e alle istituzioni l’urgenza di stipulare un grande patto di responsabilità collettiva per la salute e per la sicurezza sul lavoro. Un atto che deve inserirsi all’interno e in coerenza di un quadro pluriennale determinato dalla strategia nazionale di prevenzione e protezione. Questi concetti sono stati ribaditi anche ieri mattina davanti al cancello della portineria mare dell’ex petrolchimico, durante il sit-in organizzato dai segretari generali territoriali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Dove hanno partecipato i lavoratori dell’indotto delle ditte edili: Edicom, Bng e Icmb. «Mentre noi chiediamo zero morti sul lavoro – ha detto Marco Foddai della Feneal Uil – qualcuno chiede zero diritti e sono le stesse associazioni datoriali che, in questo anno, hanno avuto oltre il 70 per cento dei finanziamenti dello Stato a favore delle aziende. Al governo chiediamo di tornare sulla proposta inserita nel decreto Semplificazioni, sulle gare a massimo ribasso negli appalti e sulla liberalizzazione dei subappalti. Se così non sarà, contro il ritorno alla legge della giungla nei cantieri sarà sciopero generale».
Per il segretario regionale della Filca Cisl, Vincenzo Sanna, c’è stata una «crescita esagerata degli incidenti sul lavoro. È aumentato il settore dell’edilizia del 15 per cento, dati della Cassa edile, ma noi chiediamo da sempre un eguale incremento degli investimenti sulla sicurezza nei posti di lavoro». Al sit-in anche Stefano Simula della Fillea Cgil, che giudica l’ex petrolchimico come «l’emblema della sicurezza che non c’è. Questo perché non si investe sulla salute e la sicurezza dei lavoratori e si preferisce invece dare in subappalto i lavori con il massimo ribasso. Il tutto comporta poi forti tagli ai diritti e soprattutto alla sicurezza».
Per le segretarie confederali delle sigle sindacali occorre intervenire su tre grandi assi. «Istituzioni e organismi nazionali devono finanziare il programma pluriennale con finanziamenti mirati del Pnrr e dei fondi europei e nazionali per la coesione – dicono i segretari di Cgil, Cisl e Uil – e concedere finanziamenti alle imprese e piena garanzia delle tutele su salute e sicurezza. La formazione e l’addestramento devono essere diritti fondamentali – aggiungono - ed esigibili di ogni lavoratrice e lavoratore: mai al lavoro senza una preparazione e un addestramento adeguati, con l’obbligo di introdurre la formazione per i datori di lavoro e per tutti coloro che intendono avviare un’attività lavorativa». Il terzo asse è quello di rafforzare il ruolo della rappresentanza in tutti i contesti e settori lavorativi, senza distinzioni di dimensione e settore.
Per il segretario regionale della Filca Cisl, Vincenzo Sanna, c’è stata una «crescita esagerata degli incidenti sul lavoro. È aumentato il settore dell’edilizia del 15 per cento, dati della Cassa edile, ma noi chiediamo da sempre un eguale incremento degli investimenti sulla sicurezza nei posti di lavoro». Al sit-in anche Stefano Simula della Fillea Cgil, che giudica l’ex petrolchimico come «l’emblema della sicurezza che non c’è. Questo perché non si investe sulla salute e la sicurezza dei lavoratori e si preferisce invece dare in subappalto i lavori con il massimo ribasso. Il tutto comporta poi forti tagli ai diritti e soprattutto alla sicurezza».
Per le segretarie confederali delle sigle sindacali occorre intervenire su tre grandi assi. «Istituzioni e organismi nazionali devono finanziare il programma pluriennale con finanziamenti mirati del Pnrr e dei fondi europei e nazionali per la coesione – dicono i segretari di Cgil, Cisl e Uil – e concedere finanziamenti alle imprese e piena garanzia delle tutele su salute e sicurezza. La formazione e l’addestramento devono essere diritti fondamentali – aggiungono - ed esigibili di ogni lavoratrice e lavoratore: mai al lavoro senza una preparazione e un addestramento adeguati, con l’obbligo di introdurre la formazione per i datori di lavoro e per tutti coloro che intendono avviare un’attività lavorativa». Il terzo asse è quello di rafforzare il ruolo della rappresentanza in tutti i contesti e settori lavorativi, senza distinzioni di dimensione e settore.
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