Non furono maltrattamenti: assolto

La compagna lo accusava di averla picchiata anche quando era incinta 

SASSARI. L’ex compagna lo aveva accusato di averla resa talmente succube dei suoi atteggiamenti e di essere talmente intimorita dalle sue reazioni che per tanto tempo non aveva trovato neanche la forza di formalizzare una denuncia.

Alla fine dopo alcune segnalazioni alle forze dell’ordine, era scattato il “codice rosso”, la legge a tutela delle donne e dei soggetti deboli che subiscono violenze. La legge deve il suo nome alla misura che prevede l’introduzione di una corsia veloce e preferenziale per le denunce e le indagini riguardanti casi di violenza in famiglia.

Così per un 31enne sassarese il giudice delle indagini preliminari aveva disposto il rinvio a giudizio con la pesante accusa di aver picchiato la compagna anche quando era incinta e di averla minacciata. La donna aveva riferito che il compagno aveva minacciato di farla abortire e che le avrebbe bruciato la macchina.

Difeso dall’avvocato Nicola Ribichesu, l’uomo è finito a processo davanti al giudice Elena Meloni per difendersi dall’accusa di maltrattamenti in famiglia. Durante il dibattimento l’uomo è però riuscito a dimostrare la sua innocenza e a far crollare il quadro accusatorio che lo aveva portato ad essere allontanato dall’abitazione di famiglia. Ieri mattina il 31enne è stato assolto per non aver commesso il fatto.

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