Decisioni concrete sulle infrastrutture per il metano
I cittadini sardi, mentre il resto d’Italia affronta la decarbonizzazione con punti fermi, capaci di generare reali miglioramenti ambientali e possibili sviluppi economici, devono attendere e sperare...
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I cittadini sardi, mentre il resto d’Italia affronta la decarbonizzazione con punti fermi, capaci di generare reali miglioramenti ambientali e possibili sviluppi economici, devono attendere e sperare che non si tratti dell’ennesima occasione persa. «Una attesa che viene riempita di se e di ma, di promesse e di strabilianti ipotesi che nei fatti non potranno realizzarsi», dice Muretti (nella foto). Al di là dei racconti e delle dichiarazioni circolanti - non sostenute da fatti concreti - dunque, il vero nodo da sciogliere è quello legato alle scelte sulle infrastrutture del metano. Dove realizzarle, come realizzarle, se e perché interconnetterle, diventa fondamentale.
«Queste scelte, come detto, non possono essere lasciate nella esclusiva disponibilità delle aziende.In ragione della quantità di metano disponibile per la produzione di energia elettrica e per gli usi diretti quale fonte termica – evidenzia il segretario della Camera del lavoro della Cgil di Sassari – si determinerà lo sviluppo o il declino dei territori».
Insomma, le 100 KT del Sulcis, potrebbero, forse, garantire i consumi elettrici e termici ma, così come per lo stoccaggio al nord, sconteranno difficoltà di approvvigionamento dalla penisola sia a causa delle infrastrutture di carico e trasporto, disponibilità degli slot e dimensione delle navi, sia per i probabili ritardi dovuti all’attraversamento del mare. «La attuale configurazione, comunque, predeterminerà un evidente vantaggio infrastrutturale del sud dell’isola, tracciando la contrazione delle produzioni elettriche e non solo del nord».
«Queste scelte, come detto, non possono essere lasciate nella esclusiva disponibilità delle aziende.In ragione della quantità di metano disponibile per la produzione di energia elettrica e per gli usi diretti quale fonte termica – evidenzia il segretario della Camera del lavoro della Cgil di Sassari – si determinerà lo sviluppo o il declino dei territori».
Insomma, le 100 KT del Sulcis, potrebbero, forse, garantire i consumi elettrici e termici ma, così come per lo stoccaggio al nord, sconteranno difficoltà di approvvigionamento dalla penisola sia a causa delle infrastrutture di carico e trasporto, disponibilità degli slot e dimensione delle navi, sia per i probabili ritardi dovuti all’attraversamento del mare. «La attuale configurazione, comunque, predeterminerà un evidente vantaggio infrastrutturale del sud dell’isola, tracciando la contrazione delle produzioni elettriche e non solo del nord».
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