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Sassari

Distrutto il furgone che trasportava i disabili

di Nadia Cossu
Distrutto il furgone che trasportava i disabili

Attentato lunedì notte in viale Kennedy: a fuoco il mezzo della “Croce Medica” Il presidente Lisai: «Ora non abbiamo più nulla e siamo costretti a fermarci»

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SASSARI. Tra qualche giorno Davide Lisai avrebbe dovuto pagare l’assicurazione che gli avrebbe consentito di mettere finalmente su strada la nuova ambulanza che era stata donata all’associazione “Croce Medica” dopo che, lo scorso anno, un incendio doloso aveva distrutto l’unica che avevano in dotazione.

«Ora quei soldi dovrò invece utilizzarli per far rimuovere il furgone per il trasporto dei disabili che ci è stato incendiato la scorsa notte – spiega quasi avvilito il presidente della Croce Medica di Sassari – Ora possiamo dirlo: la nostra associazione non ha più nemmeno un mezzo. E quindi siamo fermi, impossibilitati a lavorare».

Quelle fiamme che lunedì notte, intorno alle 23, hanno avvolto in viale Kennedy (Latte Dolce) il furgoncino che veniva utilizzato dalla Croce Medica per accompagnare pazienti e disabili a fare visite mediche o terapie dentro e fuori la città, rappresentano uno sfregio che danneggia non tanto – o non solo – l’associazione quanto tutti i cittadini che usufruiscono di quel servizio.

Giusto per fare un esempio, ieri mattina Davide Lisai è stato costretto a disdire il trasporto di un sassarese che aveva in programma una visita ospedaliera a Cagliari. E non potrà nemmeno più accompagnare ad Alghero, tre volte alla settimana, un altro paziente dializzato. «È questo il vero disagio – dice – e se qualcuno ha pensato di fare un danno solo a noi ha sbagliato tutto».

Il presidente della Croce Medica abita a poche decine di metri dal punto in cui era posteggiato il furgone. «Verso le 23 hanno suonato il campanello di casa per avvisarci che il mezzo aveva preso fuoco, quando io e mia moglie siamo usciti per strada le fiamme erano già alte. Il motore, le gomme che avevamo cambiato una settimana fa... tutto distrutto in pochi attimi».

L’amarezza e la preoccupazione sono sentimenti diffusi. In tutta la città e in particolare a Latte Dolce, dove per la seconda volta nel giro di una settimana vengono presi di mira i mezzi di associazioni che ogni giorno offrono un servizio importante di assistenza alle persone più fragili. Solo pochi giorni fa, infatti, un attentato incendiario ha colpito l’associazione di volontariato “Sassari Soccorso” che ha perso la sua ambulanza.

Su entrambi gli episodi stanno indagando gli uomini della squadra mobile che ieri mattina hanno raccolto la denuncia di Lisai. Non è ancora chiaro se tra i due attentati, avvenuti a distanza così ravvicinata, possa esserci qualche collegamento. Di sicuro non è l’unica pista che la polizia sta seguendo. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, è intervenuta anche la Scientifica.

«Io i miei sospetti posso anche averli – ha spiegato il presidente della Croce Medica – ma restano tali, non sono certezze. La nostra associazione offre un servizio e l’utente dà un’offerta libera, non lavoriamo a tariffa. Non lo abbiamo mai fatto perché siamo sempre partiti dal presupposto che non possiamo sapere quanto c’è dentro il portafoglio delle persone. Ognuno deve sentirsi libero di dare ciò che può. Questo modo di lavorare potrebbe non esser visto di buon occhio da qualcuno ma è sempre stata la nostra filosofia».

L’associazione, dopo questo episodio doloso, è rimasta senza mezzi: «Siamo costretti a fermarci, possiamo ripartire solo con l’aiuto dei cittadini». Quella solidarietà per la quale Sassari si è spesso contraddistinta, a maggior ragione in situazioni così spiacevoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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