L’erosione non ferma i bagnanti
Ad Abbacurrente le calette ancora frequentate nonostante il divieto del Comune
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO TORRES. L’erosione costiera nel costone di Abbacurrente ha indotto il Comune a interdire mesi fa l’accesso alla spiaggia omonima e alle calette a causa di rischio crolli. Nonostante questi divieti, però, la voglia di mare sta spingendo tante persone a frequentare lo stesso la zona.
La conferma è arrivata ieri mattina durante un sopralluogo della commissione comunale all’Ambiente, presieduta da Massimo Ledda, che proprio sotto il costone pericolante era presente una tenda da campeggio con dei giovani. Lo scorso inverno si sono verificati diversi smottamenti in quel tratto di costa, a causa delle copiose piogge e delle mareggiate, e per quel motivo il sindaco aveva emesso un'ordinanza per interdire l'accesso alle calette. Purtroppo, nonostante i cartelli di divieto di accesso, l'area continua a essere frequentata. E si tratta di un comportamento pericoloso a causa del rischio crolli. Il Comune non ha inoltre i fondi necessari per recintare i 4 chilometri di costone, soluzione che sarebbe comunque impattante anche dal punto di vista visivo. Si è però deciso, con la collaborazione della società in house Multiservizi, di realizzare una staccionata nel litorale al confine tra i comuni di Sassari e Porto Torres per segnalare l'impossibilità di accedere alla spiaggia di Abbacurrente. Contemporaneamente, il Comune sta chiedendo a tutte le forze dell'ordine competenti di intensificare i controlli per evitare l'aggiramento del vincolo da parte dei bagnanti.
«In questo momento è fondamentale tutelare la sicurezza delle persone – ha detto Ledda –: purtroppo siamo di fronte a un problema di non facile soluzione ma ringrazio la struttura comunale che sta monitorando costantemente la situazione». Per l’amministrazione comunale sono necessari ulteriori finanziamenti, quantificabili in 3 milioni di euro, per cercare di proteggere una fascia costiera che rischia seriamente di franare sotto il peso delle forti mareggiate spinte dai venti. E ha chiesto i fondi all’assessorato regionale alla Difesa dell’ambiente per gestire l'emergenza. (g.m.)
La conferma è arrivata ieri mattina durante un sopralluogo della commissione comunale all’Ambiente, presieduta da Massimo Ledda, che proprio sotto il costone pericolante era presente una tenda da campeggio con dei giovani. Lo scorso inverno si sono verificati diversi smottamenti in quel tratto di costa, a causa delle copiose piogge e delle mareggiate, e per quel motivo il sindaco aveva emesso un'ordinanza per interdire l'accesso alle calette. Purtroppo, nonostante i cartelli di divieto di accesso, l'area continua a essere frequentata. E si tratta di un comportamento pericoloso a causa del rischio crolli. Il Comune non ha inoltre i fondi necessari per recintare i 4 chilometri di costone, soluzione che sarebbe comunque impattante anche dal punto di vista visivo. Si è però deciso, con la collaborazione della società in house Multiservizi, di realizzare una staccionata nel litorale al confine tra i comuni di Sassari e Porto Torres per segnalare l'impossibilità di accedere alla spiaggia di Abbacurrente. Contemporaneamente, il Comune sta chiedendo a tutte le forze dell'ordine competenti di intensificare i controlli per evitare l'aggiramento del vincolo da parte dei bagnanti.
«In questo momento è fondamentale tutelare la sicurezza delle persone – ha detto Ledda –: purtroppo siamo di fronte a un problema di non facile soluzione ma ringrazio la struttura comunale che sta monitorando costantemente la situazione». Per l’amministrazione comunale sono necessari ulteriori finanziamenti, quantificabili in 3 milioni di euro, per cercare di proteggere una fascia costiera che rischia seriamente di franare sotto il peso delle forti mareggiate spinte dai venti. E ha chiesto i fondi all’assessorato regionale alla Difesa dell’ambiente per gestire l'emergenza. (g.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
