Recovery, Nord Sardegna pronto

In un documento le richieste alla politica di Camera di Commercio, Consorzi, associazioni e sindacati 

SASSARI. «Non c’è ripresa senza le imprese», ha ammonito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Nord Ovest e il Nord Est della Sardegna, mettendo da parte storiche competizioni e divisioni, schierano le loro 55mila imprese per uscire dalla crisi Covid. Con un patto di collaborazione e idee da proporre alla politica, all’insegna dell’innovazione, della semplificazione e della sostenibilità. All’orizzonte ci sono da sfruttare i sostanziosi fondi della programmazione europea 2021-2027 e del Recovery Fund che non devono servire, però, per tappare le falle del sistema economico, ma piuttosto generare un effetto moltiplicatore che dia stabilità e sviluppo al Paese, e senza il quale la massa di denaro a disposizione rischia di essere un’occasione sprecata.

Si chiama “Position Paper” il documento nel quale sono contenute le proposte del patto che vanno in questa direzione. Stilato sotto la regia della Camera di commercio del Nord Sardegna che ha radunato allo stesso tavolo i due Consorzi industriali provinciali, i due Tavoli delle associazioni di categoria, il sistema camerale e le organizzazioni sindacali. È stato presentato ieri come ricetta dello crescita possibile di un vasto territorio e dalle enormi potenzialità che con il 32 per cento delle mprese operanti di tutta l’isola non riesce però a stare il passo con altre aeree, prima fra tutte la Città Metropolitana di Cagliari. Nel patto sono previste le azioni per «promuovere la cultura d'impresa, far sì che il turismo diventi davvero una leva di sviluppo, supportare la competitività del sistema territoriale sui mercati nazionale e internazionale, investire sulla transizione digitale e ambientale e sullo sviluppo rurale>.

Il presidente della Camera di Commercio, Stefano Visconti, la sua vice, Maria Amelia Lai, Gianni Sarti e Valerio Scanu, presidenti di Cipnes e Cips, Battista Cualbu e Federico Fadda per i Tavoli delle associazioni datoriali e Pierluigi Ledda per i sindacati, lo hanno detto tutti chiaramente sottolineando il momento epocale rappresentato dalla loro unione nel rivendicare un ruolo determinante nell’uscita dalla crisi. «Porteremo le nostre proposte in tutti i tavoli della politica, vogliamo dare un segno di speranza», ha affermato Maria Amelia Lai. «Con l’innovazione tecnologica possiamo sviluppare la cultura digitale, attraverso la semplificazione abbattere la burocrazia che rappresenta un ostacolo alle attività imprenditoriali, la sostenibilità aiuterà le aziende a ridurre i costi dell’energia garantendo il rispetto ambientale», ha tracciato la linea Stefano Visconti. Per i due Consorzi industriali, Scanu e Sarti saranno più vicini verso le esigenze delle imprese, e si di far crescere i distretti industriali dell’agroalimentare, della nautica e tecnologici. E Ledda, per i sindacati: «Fare rete è importante, i lavoratori faranno la loro parte: ricordiamoci che senza di loro le imprese non possono esistere».

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