La Nuova Sardegna

Sassari

Ristoratori contro Solinas «Non siamo matematici»

di Andrea Massidda
Ristoratori contro Solinas «Non siamo matematici»

Confesercenti critica duramente l’ordinanza del governatore sui locali al chiuso Giuseppe Boccia: «Dimostri la fondatezza scientifica o la modifichi subito» 

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SASSARI. Nemmeno il tempo di festeggiare il ritorno in zona bianca e la conseguente abrogazione del coprifuoco ed ecco che ristoratori e gestori di bar sassaresi – come in tutta la Sardegna, del resto – scoprono che per lavorare all’interno dei propri locali nel rispetto delle norme regionali (più restrittive rispetto a quelle del governo nazionale) dovranno improvvisarsi scienziati esperti di matematica e fisica. Sono gli effetti collaterali dell’ordinanza numero 21 firmata lunedì sera dal presidente della Regione Christian Solinas, la quale relativamente a feste e ristorazione impone un limite di presenze contemporanee non superiore a una persona ogni 20 metri cubi d’aria anche al chiuso, tanto per fare un esempio. Un provvedimento accolto con stupore e sconcerto anche dalla sezione Nord Sardegna di Confesercenti, in linea con la segreteria regionale.

«L’ordinanza di Solinas – dice Roberto Bolognese, presidente di Confesercenti Sardegna – è l’ennesima penalizzazione alle attività della ristorazione e degli eventi di feste private anche conseguenti alle cerimonie all’aperto quali ad esempio matrimoni, che questa volta devono avere a che fare con calcoli matematici tra metri cubi e ricambi d’aria. In maniera del tutto creativa e senza alcun fondamento scientifico che avvalori tali obblighi – contunua Bolognese – il presidente della Regione afferma nell’ordinanza al punto e) che «le attività dei servizi di ristorazione, svolte da qualsiasi esercizio, anche al chiuso» dovranno garantire “il limite di presenze contemporanee non superiore a una persona ogni 20 metri cubi d’aria ed un tasso di ricambio dell’aria non inferiore a 0,5”. In pratica un locale di 100 metri quadrati e con tre metri di altezza potrà contare solo su 15 coperti. Sebbene il presidente possa in caso di rischi effettivi porre delle condizioni, ma non ci sembra questo il caso, visto che siamo in zona bianca, poniamo seri dubbi sulla legittimità di questo atto. In nessuna altra Regione, nemmeno in zona gialla viene utilizzato un sistema così macchinoso e altamente penalizzante».

Ma allora che fare? «Chiediamo – spiega Giueppe Boccia,il responsabile di Confesercenti Nord Sardegna – che il presidente Solinas ci possa dire in quali manuali di protezione Covid siano riportate tali regole matematiche. Ci auguriamo che, anche nel caso in cui se ne possa dimostrare la fondatezza, tale ordinanza venga immediatamente modificata per dare respiro a tutte quelle imprese che non attendono altro che riattivare le normali attività per poter continuare a sopravvivere e continuare a sperare in un prossimo futuro migliore».

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