Centro storico vietato ai pedoni

I marciapiedi della città vecchia sono impraticabili e pericolosi. Il sindaco: «Serve un intervento»

PORTO TORRES. La condizione dei marciapiedi del centro storico è a dir poco disastrosa da diversi anni. I residenti sono infatti costretti il più delle volte a camminare in mezzo alla strada per poter raggiungere la propria abitazione. Evitando così, come accaduto purtroppo in diverse occasioni, di poter cadere nelle mattonelle rotte o nel cordolo quasi inesistente dello stesso marciapiede. In via Angioy, per esempio, è addirittura sprofondata una parte del marciapiede dove dovrebbero camminare i pedoni per non farsi investire dalle auto. Nella lunga via Libio bisogna invece fare la gimkana, perché il transito sui marciapiedi è diventato un terno al lotto per le caviglie di chiunque. Allo stesso modo le due arterie parallele di via Amisicora e via Petronia, particolarmente frequentate anche per la presenza di esercizi commerciali. Tutta la parte del centro storico dietro corso Vittorio Emanuele vive ormai da oltre un decennio questa situazione indecorosa nei marciapiedi. Ovvero una grossa fetta del centro cittadino che si estende sino all’ingresso del porto commerciale e che comprende anche il salotto di piazza Garibaldi e la piazza Umberto I.

Le amministrazioni comunali che si sono succedute per oltre un decennio non si sono di certo preoccupate di programmare una riqualificazione del centro storico. E la condizione in cui si trovano i marciapiedi ne sono purtroppo la testimonianza più evidente a tutte le latitudini. Alla pari di alcuni edifici decadenti dello stesso centro storico che - in base agli articoli 64 e 84 del regolamento edilizio – dovrebbero costringere i proprietari a mantenere il proprio edificio in piena conformità con le disposizioni vigenti in materia di sicurezza, di igiene e di decoro pubblico. E gli stessi proprietari, inoltre, devono provvedere tempestivamente e nel modo più appropriato alla manutenzione ordinaria, a quella straordinaria e agli eventuali restauri ogni volta che se ne manifesti la necessità.

Negli ultimi anni si sono però notevolmente ridotti i trasferimenti dallo Stato agli enti locali. «A soffrire è soprattutto il capitolo delle manutenzioni – dice il sindaco Massimo Mulas - e i fondi non sono mai sufficienti per coprire le esigenze di una città, e si deve procedere stabilendo delle scale di priorità. Il Comune si sta concentrando sugli interventi per la messa in sicurezza delle scuole e sulle manutenzione ordinaria di strade e aree verdi. Vorremmo realizzare più ampi interventi di rigenerazione e riqualificazione degli spazi urbani – aggiunge –, ossia lastricare le strade del quartiere portuale come è stato fatto con il corso Vittorio Emanuele, ed è una soluzione che abbellirebbe il quartiere abbattendo anche le barriere architettoniche. Per questo genere di opere, che contribuirebbero a dare un nuovo volto alla parte storica della città, guardiamo con fiducia ai fondi del Pnnr che potrebbero rappresentare i canali di finanziamento idonei per questo genere di opere. Monitoreremo con attenzione lo sviluppo di questo canale di finanziamento che può rappresentare un'indubbia opportunità».

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