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Droga in carcere dentro maialetti pomodori e panini

Droga in carcere dentro maialetti pomodori e panini

Dalle indagini, basate su intercettazioni telefoniche e ambientali e sulle rivelazioni del pentito Bigella, era emersa una realtà fatta di festini in cella a base di droga, uso di stupefacenti in...

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Dalle indagini, basate su intercettazioni telefoniche e ambientali e sulle rivelazioni del pentito Bigella, era emersa una realtà fatta di festini in cella a base di droga, uso di stupefacenti in gruppo grazie alla consegna avvenuta in infermeria alla presenza di un agente che avrebbe agito per conto di Pino Vandi che, in più occasioni, sarebbe stato avvertito preventivamente di perquisizioni programmate. Ci sarebbe stata anche la disponibilità di un telefonino introdotto in carcere per consentire i collegamenti con l’esterno (fu accertato che i familiari dei detenuti mettevano la droga nel cibo che portavano ai loro cari) e che sarebbe stato custodito da personale della polizia penitenziaria.

Per quanto riguarda il ruolo di Giuseppe Bigella, quest’ultimo – come aveva spiegato in aula l’allora direttrice Patrizia Incollu – aveva ottenuto la mansione di «scrivano» che gli consentiva di muoversi con libertà tra un braccio e l’altro del carcere. «Le sue informazioni – aveva detto la Incollu – consentirono di effettuare diversi sequestri di sostanze stupefacenti».

Ma la difesa aveva insistito sull’inattendibilità del pentito: «Come è possibile che Bigella– aveva detto in particolare l’avvocato di Pino Vandi – durante lo stesso periodo collaborasse con la direzione per riferire che Vandi gestiva un traffico di droga e poi prendesse proprio da lui l’ordine di uccidere Erittu dentro la sua cella?». (na.co.)

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