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Sassari

La camera iperbarica trasloca in via Venezia

di Giovanni Bua
La camera iperbarica trasloca in via Venezia

Il Comune rilascia l’ultima autorizzazione necessaria per l’avvio dei lavori La società che opera a Platamona aprirà di fronte al parco Maria Carta

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SASSARI. I lavori per il trasferimento in via Venezia della camera del centro Iperbarico Sassarese, che dal 2005 svolge attività ambulatoriale specialistica di ossigenoterapia iperbarica a Platamona, possono iniziare. Nei giorni scorsi lo sportello unico del Settore Attività Produttive ed Edilizia Privata del Comune ha rilasciato il Pup definitivo per i lavori di ristrutturazione dell’edificio che avrebbe dovuto ospitare un mai sorto panificio di fronte al parco “Maria Carta” e che ora ospiterà la camera iperbarica. Il centro Iperbarico Sassarese ha un anno di tempo per iniziare i lavori.

Il Pup arriva dopo un lungo percorso, partito a febbraio, quando il consiglio comunale ha dato il via libera a maggioranza al progetto di riqualificazione e cambio di destinazione d’uso da laboratorio artigianale e deposito a studi professionali del cadente edificio in via Venezia. Quella che sorgerà al suo posto è una vera e propria struttura a media complessità, dove la camera iperbarica sarà affiancata da ambulatori medici per garantire le visite inerenti le sedute di ossigenoterapia e la cura delle ferite difficili.

«Nel corso degli anni il sito di Platamona si è rilevato insufficiente per le dimensioni e per l’ubicazione troppo distante rispetto agli ospedali dove giornalmente afferiscono le ambulanze con i pazienti – hanno sottolineato i proponenti – per questo motivo si è individuato a Sassari un sito da ristrutturare molto più ampio e vicino agli ospedali che permetterà di renderlo più fruibile ai cittadini anche se vivono fuori città e utilizzano mezzi pubblici per recarsi al centro iperbarico».

Il progetto prevede la riqualificazione dell’immobile che si trova in pessime condizioni. E’ prevista la demolizione delle murature perimetrali realizzate in cantoni di tufo e di tutte le tramezzature interne, la realizzazione di una scala di collegamento fra i due piani e l’installazione di un ascensore per permettere l’accesso anche ai pazienti con disabilità. La pratica arrivata in aula, e illustrata dall’assessore Nicola Lucchi, è stata particolarmente complessa. La nuova destinazione d’uso non è infatti prevista nel progetto norma del Puc che regola la zona e la deroga poteva essere concessa solo attraverso espressa motivazione e per “interessi meritevoli di tutela”.

«Per anni ho visto i pazienti che venivano ai nostri ambulatori – aveva sottolineato il sindaco Campus durante la discussione in consiglio – a cui prescrivevamo terapie iperbariche dover fare salti mortali per andare a Platamona. Portiamo un importante servizio in città e andiamo a recuperare una zona degradata. Non possiamo che essere contenti».

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