Record di casi ma niente Diabetologia

Nel piano aziendale dell’Aou non esiste una struttura dedicata a gestire una patologia da emergenza sanitaria

SASSARI. A osservare i numeri sembra di scorrere il report di una pandemia. Nel solo 2019 il servizio di Diabetologia dell’Aou ha erogato 10.369 prestazioni ambulatoriali, suddivise tra prime visite, visite di controllo, curve da carico e altre prestazioni, oltre 1.478 consulenze interne. Poi nel 2020 il Covid ha interrotto i rilevamenti statistici, ma resta il fatto che Sassari, così come le altre città dell’isola, detengono il primato negativo in Italia, in Europa e nel mondo per numero di pazienti diabetici insulinodipendenti. Il record finora è stato della Finlandia, ma osservando il trend di crescita della Sardegna, con circa 60 casi ogni 100 mila abitanti tra gli zero e i 14 anni, il poco invidiabile podio potrebbe passare di mano.

Nonostante la situazione di potenziale emergenza sanitaria, a Sassari si naviga a vista e si vive nel paradosso. L’Aou, da un punto di vista della della organizzazione dei servizi, è come se ignorasse questo scenario. Infatti, nell’atto aziendale non esiste un servizio di Diabetologia. La figura del diabetologo, da un punto di vista formale, è evanescente, cancellata, non contemplata, non pervenuta. E se non esiste un atto che istituzionalizza una struttura dedicata alla Diabetologia, diventa anche impossibile ipotizzare una programmazione futura per creare questo riferimento per migliaia di pazienti. La curva di crescita non accenna a diminuire e il diabete mellito di tipo 2, il cosiddetto diabete dell'adulto, è in costante espansione.

Però, come già accennato, a Sassari non esiste una Diabetologia che prenda in carico una patologia così complessa e pervasiva, ma una serie di persone che per tradizione ed esperienza hanno trattato e continuano a trattare i pazienti diabetici. Come il dottor Pacifico, assieme ai colleghi Fresu e Arca, che ancora riescono far fronte a una situazione pesantissima solo grazie al loro pragmatismo e spirito di abnegazione. Vige una sorta di autogestione, fatta di consulenze tra specialisti e reparti, e di routine collaudata che fino ad ora ha funzionato. Ma nel momento in cui il dottor Pacifico dovesse andare in pensione (prospettiva tra l’altro non troppo distante), il meccanismo oliato andrebbe a incepparsi. Per questo l’Aou dovrebbe portarsi un passo avanti e pensare di istituire una struttura, anche semplice, che però si dedichi completamente ai pazienti diabetici. I casi talvolta richiedono competenze multidisciplinari. Si parla della retinopatia, del piede diabetico, dei dializzati diabetici e di tutte quelle persone che si trovano ad affrontare un intervento chirurgico, affette da problemi di glicemia, quindi scompensate e necessariamente da stabilizzare. Altra casistica delicata è quella delle donne in gravidanza affette da diabete, o ancora di una pediatria diabetica, o della gestione dei nuovi device per la somministrazione automatica dell’insulina. Si tratta, come è facile intuire, di un ventaglio di competenze specifiche che solo un Servizio di Diabetologia potrebbe trattare in maniera ottimale. Ed è inspiegabile come l’Aou di Sassari, a fronte di una simile incidenza della patologia nel territorio, nel piano aziendale degli organici 2021-2023 non abbia contemplato la figura del diabetologo e non abbia inserito, nei suoi atti di programmazione, l’istituzione e l’operatività anche solo di una struttura semplice dedicata.

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