Sit-in silenzioso per Zdenka davanti al tribunale di Sassari

Il sit-in silenzioso promosso da diverse associazioni femministe della Sardegna

Ripreso il processo per il femminicidio del 15 febbraio di un anno fa: imputato l'ex compagna della donna Francesco Douglas Fadda oggi sentito in aula

SASSARI. Un sit-in silenzioso si è svolto questa mattina 14 giugno a Sassari, in via Roma di fronte al Tribunale, in coincidenza con la ripresa del processo di primo grado per il femminicidio di Zdenka Krejcikova. Il sit-in è stato promosso da collettiva_femminista Sassari, Coordinamento 3, Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Sassari, Donne in Carrelas, noiDonne 2005, Prospettiva Donna Centro Antiviolenza, Rete delle Donne Alghero.

Zdenka il 15 febbraio dell’anno scorso era stata accoltellata in un bar di Sorso dal suo ex compagno Francesco Douglas Fadda che oggi si trova rinchiuso nel carcere di Bancali imputato di omicidio e tortura.

Nell'udienza odierna Fadda ha risposto alle domande del pm Paolo Piras e delle parti civili, cercando di scagionarsi dalle accuse.«Il coltello lo aveva Zdenka, e nella colluttazione al bar, non so come, si è ferita. Anche io sono rimasto ferito a un polpaccio», ha dichiarato in aula.

L'imputato ha cercato anche di smentire la figura di uomo violento e insensibile emersa nelle fasi delle indagini ma anche durante il dibattimento in Assise, sostenendo di aver sempre trattato bene l'ex compagna e le due bambine. Ha parlato di cure e attenzioni, di vacanze e di regali alle due gemelline, per le quali, ha detto, «ero una figura di riferimento».

Proprio le due 12enni, costrette prima ad assistere all'accoltellamento e all'agonia della loro madre, e poi trascinate in auto in un lunga notte di fuga per mezza provincia, sono le ulteriori vittime della violenza di Fadda. Violenza per cui il pm ha aggiunto le accuse di tortura, lesioni gravi e lesioni gravissime. L'esame dell'imputato proseguirà nel corso della prossima udienza, il 19 luglio, con le domande ancora degli avvocati di parte civile, Pietro Diaz e Teresa Pes, e dell'avvocato difensore, Lorenzo Galisai.

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