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Sassari

la versione sulla fuga dai carabinieri prima dell’arresto 

«Bambine illese, non ho mai messo in pericolo la loro vita»

«Bambine illese, non ho mai messo in pericolo la loro vita»

SASSARI. Francesco Fadda fornisce anche tutta un’altra ricostruzione della fuga da Ossi in auto con le gemelle, dopo aver lasciato la loro madre agonizzante a casa di un suo conoscente. In aula i...

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SASSARI. Francesco Fadda fornisce anche tutta un’altra ricostruzione della fuga da Ossi in auto con le gemelle, dopo aver lasciato la loro madre agonizzante a casa di un suo conoscente. In aula i carabinieri che lo arrestarono la mattina del 16 febbraio nel parcheggio dell’Auchan raccontarono di un inseguimento a 200 chilometri orari prima che Fadda fermasse la potente Bmw bianca. «Non ho messo in pericolo la vita delle bambine – ha spiegato l’imputato alla corte d’assise – ho accelerato solo all’altezza di un rettilineo, davanti a me non c’era nessuno. Quando la bambina si rese conto che i carabinieri ci stavano inseguendo mi ha urlato: “Scappa papà!”. E proprio per farle stare tranquille mi sono fermato in un posto che loro conoscevano bene perché ci andavamo spesso, il Mc Donald’s. Erano illese e si sono spaventate quando i carabinieri mi hanno puntato la pistola...».

Fadda ha anche raccontato cosa accadde la notte tra il 15 e il 16, prima dell’arresto. «Ho portato le gemelle al sicuro, a casa di una mia amica, al Corso di Sassari. Hanno mangiato e le ho coccolate un po’. Io non sapevo che mi stavano cercando, la mia macchina è rimasta parcheggiata al centro storico. Il cellulare però non prendeva, non sapevo che Zdenka fosse morta, non lo immaginavo minimamente. Ero convinto che fosse in ospedale e quando la mattina siamo saliti in macchina con le bambine ho subito chiamato il mio amico Claudio Zuri per sapere se c’erano novità. E da lui ho saputo tutto...».

Più volte, durante l’esame, Fadda ha sottolineato che la sera della tragedia – così come in altre occasioni – era in stato confusionale per via dell’assunzione di droghe. A fine udienza il pm Piras gli ha contestato un’ulteriore aggravante: aver commesso il fatto sotto l’azione abituale di cocaina. (na.co.)

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