la testimonianza
«Mi hanno rotto lo specchietto, ma le famiglie dove sono?»
SASSARI. «La mia esperienza con la cosiddetta baby gang è questa: mi hanno spaccato lo specchietto della macchina. Li vedo dalla finestra mentre orinano nelle strade, maschi e femmine». Parla una...
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SASSARI. «La mia esperienza con la cosiddetta baby gang è questa: mi hanno spaccato lo specchietto della macchina. Li vedo dalla finestra mentre orinano nelle strade, maschi e femmine». Parla una residente, che vuole restare anonima, descrivendo il clima che si respira nel centro. «Ho raccolto le lamentele di diversi altri abitanti che stanno pensando a causa del degrado diffuso di vendere e andare via. La baby gang è solo un’altra espressione dell’abbandono che avvolge il centro storico: al di là del controllo per così dire militare, manca il controllo e la coesione sociale, e la gente non vive con piacere in un posto brutto, sporco, abbandonato, diventato albergo di topi e piccioni e l’ombra fatiscente di se stesso».
Secondo la residente «lo Stato manca non solo nella presenza delle forze di polizia, ma anche con l’assenza degli uffici pubblici, delle persone e delle attività commerciali che non possono essere solo tavolini, mescita e movida E poi manca il ruolo delle famiglie ormai assenti». E aggiunge: «Non ci sono spazi per i bambini, e chi non abita qui non trova attrattive per frequentare il centro. L’unico evento culturale è il concerto organizzato dai locali di quella che potremmo ormai chiamare, invece che piazza Tola, piazza “Tavolino”. E poi le auto che la invadono e che l’hanno fatta diventare un enorme parcheggio a cielo aperto. Altro che mobilità sostenibile».
Secondo la residente «lo Stato manca non solo nella presenza delle forze di polizia, ma anche con l’assenza degli uffici pubblici, delle persone e delle attività commerciali che non possono essere solo tavolini, mescita e movida E poi manca il ruolo delle famiglie ormai assenti». E aggiunge: «Non ci sono spazi per i bambini, e chi non abita qui non trova attrattive per frequentare il centro. L’unico evento culturale è il concerto organizzato dai locali di quella che potremmo ormai chiamare, invece che piazza Tola, piazza “Tavolino”. E poi le auto che la invadono e che l’hanno fatta diventare un enorme parcheggio a cielo aperto. Altro che mobilità sostenibile».
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