La Nuova Sardegna

Sassari

Accoltellò un conoscente condannato a quattro anni

di Nadia Cossu
Accoltellò un conoscente condannato a quattro anni

Michele Loriga, 49 anni, era stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio L’aggressione in via Micca al termine di una discussione in casa dell’imputato

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SASSARI. Quattro anni di carcere per quell’aggressione violenta in una casa di via Pietro Micca, al Monte Rosello.

Questa la condanna inflitta ieri mattina dal gup Giuseppe Grotteria – che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Giovanni Porcheddu – a Michele Loriga, 49 anni, accusato di tentato omicidio. A ottobre dello scorso anno l’imputato ferì con un coltello un conoscente durante una discussione nata a causa di «pregressi dissapori», così spiegarono gli inquirenti al termine delle indagini. La situazione degenerò e le parole lasciarono spazio prima alle mani e poi alle armi. A un certo punto, infatti, nel bel mezzo della colluttazione, spuntò un coltello, lo impugnava il padrone di casa, Michele Loriga, che con un fendente colpì al fianco Emanuele Loriga (36 anni, stesso cognome ma nessun legame di parentela tra i due).

Il 49enne era stato arrestato dai carabinieri della sezione radiomobile del nucleo operativo della compagnia di Sassari con la pesante accusa di tentato omicidio aggravato. Subito dopo il fatto aveva raccontato di essersi solo difeso, tanto è vero che aveva riportato lesioni con prognosi di trenta giorni. E aveva aggiunto che quell’episodio rappresentava l’esito di una serie di provocazioni e molestie che da mesi il 36enne gli avrebbe rivolto. L’avvocato difensore Maria Lia Basoli nella sua discussione aveva chiesto al gup la derubricazione del reato in lesioni e l’assoluzione del suo assistito per legittima difesa. Mentre l’avvocato di parte civile Monica Malesa, che tutela la vittima, si era associato alle richieste del pubblico ministero dopo aver prodotto la cartella clinica del proprio assistito.

L’aggressione era avvenuta di notte: a chiamare i carabinieri, intorno all’1.30 del mattino, erano stati alcuni testimoni che avevano assistito prima alla colluttazione e subito dopo al ferimento con il coltello. Emanuele Loriga, sanguinante, si era allontanato dall’abitazione del suo aggressore e aveva trovato rifugio in una casa poco distante dove abitavano alcuni amici. E proprio lì era intervenuta l’ambulanza del 118 che aveva prestato le prime cure al 36enne e poi lo aveva trasportato al pronto soccorso del Santissima Annunziata.

Michele Loriga, invece, era stato arrestato in flagranza, i carabinieri lo avevano fermato sotto casa sua, era sporco di sangue, aveva qualche escoriazione e infatti anche lui era andato in ospedale per sottoporsi a cure mediche. I militari del radiomobile avevano recuperato anche il coltello a serramanico. Subito dopo l’uomo era stato accompagnato in carcere e dopo pochi giorni il tribunale del Riesame – cui si era rivolta l’avvocato Maria Lia Basoli – lo aveva mandato ai domiciliari a Cargeghe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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