Autista travolto, il pm: «Perizia sul Tir»
L’ozierese Tonio Farris nel 2016 morì schiacciato da 900 chili di acciaio a Ploaghe
2 MINUTI DI LETTURA
PLOAGHE.
Il primo luglio il giudice deciderà se disporre o meno una perizia tecnica – così come chiesto dalla Procura – sul Tir che trasportava un pesante carico di acciaio che a novembre del 2016 travolse e uccise l’autista ozierese Tonio Farris, di 41 anni.
Ieri pomeriggio si è celebrata una nuova udienza del processo per omicidio colposo che vede imputati Stefano Libero Lucianu, 59 anni di Buddusò, proprietario del mezzo pesante, e Francesco Catalano, 48 anni di Gela, un autista che condusse il mezzo da una ditta di Padova fino al porto di Livorno.
Per la Procura l’autoarticolato che Farris trasportò dal porto di Olbia fino a Ploaghe sarebbe stato privo di sistemi di ancoraggio per la fissazione del carico. La vittima era rimasta schiacciata da oltre 900 chili di acciaio che avrebbe dovuto consegnare a un’impresa. La tragedia si era consumata il 28 novembre di cinque anni fa poco prima delle 9 del mattino all’ingresso di Ploaghe, in un piazzale utilizzato come deposito dalla “Cfc srl”, la ditta che si stava occupando dell’installazione e della manutenzione delle pale eoliche nel territorio. Quando aveva aperto la sponda laterale del cassone del Tir che trasportava le componenti in acciaio, il camionista era stato travolto da un carico di oltre 900 chili.
Tonio Farris non aveva avuto il tempo di scansarsi: quando aveva spostato il telone del mezzo e liberato la sponda per consentire al titolare della “Cfc” e a un suo dipendente di scaricare il materiale proveniente da una ditta di Grantorto, era stato investito da una valanga d’acciaio. I due uomini che erano accanto a lui avevano provato a salvargli la vita, ma ogni tentativo era stato inutile.
I familiari della vittima si sono costituiti parte civile nel processo con l’avvocato Stefano Carboni. Ora spetterà al giudice valutare l’opportunità di eseguire una perizia tecnica sul mezzo. (na.co.)
Il primo luglio il giudice deciderà se disporre o meno una perizia tecnica – così come chiesto dalla Procura – sul Tir che trasportava un pesante carico di acciaio che a novembre del 2016 travolse e uccise l’autista ozierese Tonio Farris, di 41 anni.
Ieri pomeriggio si è celebrata una nuova udienza del processo per omicidio colposo che vede imputati Stefano Libero Lucianu, 59 anni di Buddusò, proprietario del mezzo pesante, e Francesco Catalano, 48 anni di Gela, un autista che condusse il mezzo da una ditta di Padova fino al porto di Livorno.
Per la Procura l’autoarticolato che Farris trasportò dal porto di Olbia fino a Ploaghe sarebbe stato privo di sistemi di ancoraggio per la fissazione del carico. La vittima era rimasta schiacciata da oltre 900 chili di acciaio che avrebbe dovuto consegnare a un’impresa. La tragedia si era consumata il 28 novembre di cinque anni fa poco prima delle 9 del mattino all’ingresso di Ploaghe, in un piazzale utilizzato come deposito dalla “Cfc srl”, la ditta che si stava occupando dell’installazione e della manutenzione delle pale eoliche nel territorio. Quando aveva aperto la sponda laterale del cassone del Tir che trasportava le componenti in acciaio, il camionista era stato travolto da un carico di oltre 900 chili.
Tonio Farris non aveva avuto il tempo di scansarsi: quando aveva spostato il telone del mezzo e liberato la sponda per consentire al titolare della “Cfc” e a un suo dipendente di scaricare il materiale proveniente da una ditta di Grantorto, era stato investito da una valanga d’acciaio. I due uomini che erano accanto a lui avevano provato a salvargli la vita, ma ogni tentativo era stato inutile.
I familiari della vittima si sono costituiti parte civile nel processo con l’avvocato Stefano Carboni. Ora spetterà al giudice valutare l’opportunità di eseguire una perizia tecnica sul mezzo. (na.co.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
