Sassari, in ospedale visite a caro prezzo

Protestano i familiari dei ricoverati: il tampone molecolare richiesto costa 90 euro e copre 2 giorni

SASSARI. Un tampone molecolare eseguito nelle precedenti 48 ore o una vaccinazione completa al Covid comprensiva di entrambe le dosi. I paletti imposti dall’Aou per l’accesso dei familiari dei ricoverati nelle strutture ospedaliere si traducono in limiti molto stringenti che di fatto operano una drastica selezione per le visite. E questo sta generando parecchio malcontento tra gli utenti e tra gli stessi pazienti, e anche situazioni di tensione con il personale ospedaliero. Il quale, oltre alle mansioni lavorative quotidiani, è chiamato anche a gestire i rapporti con gli esterni, a eseguire i controlli sulla documentazione, a contingentare gli ingressi, a far rispettare i venti minuti consentiti a ciascuno. Purtroppo i focolai da arginare, in questi casi, non sono solo quelli del covid. Ma anche quelli di tensioni, battibecchi, dei “lei non sa con chi ha a che fare” e dei “ora vi denuncio tutti”.

Il problema principale per chi ha un parente ricoverato e vuole andare a trovarlo è innanzitutto una questione di costi. Per eseguire un tampone molecolare, così come richiesto dalle direttive aziendali, occorrono mediamente 80 o 90 euro. Chi può permettersi di acquistare un test ogni due giorni? E anche per chi ha la disponibilità economica, trovare una struttura privata in grado di erogare questo tipo di servizio non è così agevole. A Sassari e dintorni, per esempio, una delle poche opzioni disponibili è il laboratorio di Platamona. Insomma, i disagi per chi vorrebbe essere di sostegno ai propri cari ricoverati sono davvero tanti, e si sa, soprattutto per le persone anziane e per i soggetti più fragili, quanto sia importante poter avere un conforto quotidiano da un familiare.

Dall’altro versante però c’è la necessità di proteggere tutti i pazienti e scongiurare qualsiasi rischio di contagio e di innesco di un cluster. L’esperienza passata racconta bene quanto può essere devastante un focolaio all’interno di una struttura ospedaliera. E proprio alla luce di questi scenari già vissuti, la direzione aziendale ha inteso prendere ogni precauzione. Ecco nuovamente le regole per l’accesso dei familiari nei reperarti: « Sarà necessario esibire il certificato di avvenuta vaccinazione, con entrambe le dosi, o in alternativa un certificato che attesti l'esito negativo del tampone molecolare nelle 48 ore precedenti. I visitatori non dovranno avere sintomatologie respiratorie come tosse, raffreddore, dovranno misurare la temperatura ai punti di accesso degli ospedali, igienizzare le mani all'ingresso e all'uscita del presidio e dei reparti quindi utilizzare le mascherine (senza valvola). Tra le regole da rispettare anche quella che, in funzione della dimensione della stanza di degenza, per evitare assembramenti e garantire le distanze di sicurezza, prevede un rapporto visitatori-letti pari a 1:2 (ogni 2 letti un visitatore, ogni 4 letti 2 visitatori). Inoltre, le visite potranno avere una durata compresa tra i 15 e i 20 minuti. In alcuni casi, a seconda delle condizioni cliniche del paziente che possono richiedere il conforto di un parente, l'accesso e la permanenza del visitatore dovranno essere autorizzati dal responsabile del reparto. (lu.so.)

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