La Nuova Sardegna

Sassari

Studenti contro i femminicidi

di Francesco Squintu
Studenti contro i femminicidi

Dal progetto “Chena Timire” della scuola media di Chilivani nasce un video con 15mila visualizzazioni

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PERFUGAS. Una piccola scuola, ultimo presidio di una periferia lontana, due professori sensibili e creativi, diciotto ragazzi intelligenti e volenterosi e un tema, il femminicidio, che tocca corde profonde e vibranti sono gli ingredienti che hanno fatto nascere il progetto scolastico Chena Timire, dal quale è nato un video che in una sola settimana ha raggiunto già sul canale YouTube, oltre quindicimila visualizzazioni.

La scuola è la media di Chilivani, borgata ferroviaria di Ozieri, la classe è la III F e i docenti sono Alessandro Carta, musicista ben noto in Sardegna e Maria Paola Maieli che partendo da un adattamento in sardo del brano “Cancion sin miedo” della cantautrice messicana Vivir Quintana, vero inno internazionale di lotta culturale al femminicidio, hanno avviato una vera e propria opera di produzione gestita e portata avanti dai ragazzi che hanno preso coscienza in modo diretto del tema incentrato sulla violenza sulle donne. «Abbiamo creato un percorso di produzione completo e per buona parte del secondo quadrimestre si è lavorato a questo progetto – ha detto Alessandro Carta – costituendo una sorta di troupe con lo studio di un logo, costruendo una traduzione in sardo, una sceneggiatura condivisa, un arrangiamento musicale e un ufficio stampa per proiettarne la comunicazione all’esterno. I ragazzi divisi in equipe si sono occupati di scenografia, di sceneggiatura, produzione, trucco e parrucco poiché era importante fargli capire cosa c’è dietro i video musicali che oggi guardano veloci come se fosse tutto un TikTok».

I nomi gridati nel testo sono quelli di Romina Meloni, compaesana uccisa nel 2019 a cui è dedicato il lavoro e poi di Zdenka Krejcikova con il processo al presunto omicida in corso, Speranza Ponti con il processo che avrà inizio a luglio e ancora Michela Fiori, il cui ex marito omicida è stato condannato anche in appello, Susanna Mallus ed infine Rossella Urru, la cooperante di Samugheo rapita nel 2011 nell’Algeria del Nord. «È stato sorprendente per i ragazzi leggere le cronache dei delitti oggetto del video e costruirsi così una presa di coscienza profonda – ha detto Maria Paola Maieli – che li ha portati a riflettere e capire che il messaggio doveva essere diffuso e sostenuto».

Tra lavoro in classe (un’ora alla settimana fuori dall’orario di lezione) e la disponibilità degli altri docenti si è giunti alla fine e le visualizzazioni sommate sino ad ora dicono chiaramente qual è il livello raggiunto. «Questo lavoro non è stato concepito per rimanere all’interno di un’aula scolastica, bensì per proiettare il suo messaggio sul territorio e per denunciare le continue e infami violenze che ci circondano e che non hanno fine – hanno scritto in una nota i 18 Caddhos Rujos, così si autodefiniscono i ragazzi -. Con la forza della nostra giovinezza e con Vivir Quintana, cantiamo e urliamo chiaramente che vogliamo giustizia, che le istituzioni e le strade devono tremare perché non abbiamo più paura e perché le donne le vogliamo vive».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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