la sussistenza del dolo
«Il 27enne ha colpito per ammazzare»
Beccu: volontà confermata da quattro elementi in particolare
1 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Sono quattro per il pm gli elementi che renderebbero certa la «sussistenza del dolo». Ossia il fatto che l’imputato ha colpito Giovanni Fresi ben sapendo che ne avrebbe provocato la morte. Il tipo di arma: un coltello da cucina – lungo 33 centimetri, di cui 17,5 di lama – che usato in uno scontro a distanza ravvicinata, si trasforma in una piccola spada. La direzione dei fendenti: la ferita mortale ha interessato l’addome e provocato la lesione del fegato e dei vasi che lo alimentano. La ripetizione dei colpi: non una sola coltellata inferta ma ferite plurime provocate da più colpi.La violenza dell’affondo letale: la coltellata che ha ucciso Fresi è penetrata per ben 20 centimetri nell’addome della vittima, a fronte di una lama lunga soli 17,5 centimetri.
E poi ci sarebbe la premeditazione emersa dai messaggi inviati dallo stesso Dibo alla ex: «Questa la paga Fresi; lo faccio cagare addosso; gli faccio ballare il tip tap; sto girando con la roncola in macchina; fammi sapere se c’è lì (in discoteca ndc) così gli facciamo la festa; e se qualcuno ti fa del male lo buco». (na.co.)
E poi ci sarebbe la premeditazione emersa dai messaggi inviati dallo stesso Dibo alla ex: «Questa la paga Fresi; lo faccio cagare addosso; gli faccio ballare il tip tap; sto girando con la roncola in macchina; fammi sapere se c’è lì (in discoteca ndc) così gli facciamo la festa; e se qualcuno ti fa del male lo buco». (na.co.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
