«Da carbone a biomasse vegetali»
Il piano di Ep per la riconversione della centrale di Fiume Santo dal 2025
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PORTO TORRES. La centrale Ep di Fiume Santo si prepara al phase out del carbone – prevista nel 2025 - e il direttore Paolo Appeddu annuncia che la società Ceca ha già una proposta concreta per la riconversione del sito. «Abbiamo una centrale complessa che occupa quattrocento persone tra diretti e indiretti – ricorda il direttore della centrale – e la nostra società Ep sta ragionando su un impianto che ha già realizzato in Inghilterra: si trattava di una centrale a carbone di 500 watt che, dopo quarant’anni di servizio, è stata convertita in biomassa vegetale. L’intera conversione non sarebbe possibile a Fiume Santo – aggiunge -, perché siamo distanti dal porto e abbiamo un sistema che ha dei limiti nel trasporto. Però due unità della centrale potrebbero essere convertite a biomassa vegetale, salvando l’operatività del porto e garantendo una produzione comunque rinnovabile di energia elettrica programmabile, che è oggi il cruccio della gestione di una rete elettrica anche perché l’eolico e il solare da soli non bastano».
La società della Repubblica Ceca è dunque già pronta con questa interessante proposta alla sfida sulla decarbonizzazione della centrale di Fiume Santo, una delle dieci realtà economiche più rilevanti dell’intera Isola. Con numeri importanti anche tra le persone occupate, ogni giorno impegnate a garantire l’energia necessaria ad attività produttive e famiglie mantenendo i più alti standard ambientali e di sicurezza sul lavoro. «Con questa proposta intendiamo garantire un mix di produzione fatto di gas – spiega Appeddu -, in grado di garantire la flessibilità e della biomassa vegetale che assicura un combustibile rinnovabile, con una componente importante di economia circolare che potrebbe essere prodotta in Sardegna. Nel frattempo, stiamo esplorando anche i vari accumuli e le tecnologie che forse sono un po’ la nel tempo ma che comunque vanno sviluppate. Mi riferisco alla prospettiva dell’idrogeno verde». All’ipotesi rigassificatore a Porto Torres, invece, il direttore Appeddu dedica poche parole: «Importante che il gas arrivi alla centrale di Fiume Santo». (g.m.)
La società della Repubblica Ceca è dunque già pronta con questa interessante proposta alla sfida sulla decarbonizzazione della centrale di Fiume Santo, una delle dieci realtà economiche più rilevanti dell’intera Isola. Con numeri importanti anche tra le persone occupate, ogni giorno impegnate a garantire l’energia necessaria ad attività produttive e famiglie mantenendo i più alti standard ambientali e di sicurezza sul lavoro. «Con questa proposta intendiamo garantire un mix di produzione fatto di gas – spiega Appeddu -, in grado di garantire la flessibilità e della biomassa vegetale che assicura un combustibile rinnovabile, con una componente importante di economia circolare che potrebbe essere prodotta in Sardegna. Nel frattempo, stiamo esplorando anche i vari accumuli e le tecnologie che forse sono un po’ la nel tempo ma che comunque vanno sviluppate. Mi riferisco alla prospettiva dell’idrogeno verde». All’ipotesi rigassificatore a Porto Torres, invece, il direttore Appeddu dedica poche parole: «Importante che il gas arrivi alla centrale di Fiume Santo». (g.m.)
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