Recinzioni con truffa milionaria

L’indagine della Finanza di Ozieri ha portato alla denuncia di 174 persone. Nei guai 51 aziende agricole

OZIERI. Costi gonfiati nella realizzazione di recinzioni agricole per ottenere contributi del Psr per oltre 1 milione e 600 mila euro complessivi. É questa l’accusa mossa a 174 persone al termine di un’indagine della guardia di finanza di Ozieri durata tre anni: tra queste un agronomo, indicato come il coordinatore delle diverse operazioni.É il risultato dell’operazione Saeptum (“recinzione” in lingua latina) che ha visto le fiamme gialle impegnate a scavare in fatture, domande comunitarie e intercettazioni telefoniche per verificare il sospetto, poi rivelatosi fondato, che le aziende coinvolte - 51 in tutto - effettuavano da sé i lavori di realizzazione delle recinzioni e successivamente facevano figurare che i lavori erano stati eseguiti da imprese edili autorizzate, allegando quindi alle domande di contributo false fatturazioni e false dichiarazioni, gonfiandone i costi.

Il reato contestato è la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, con correlati reati di natura fiscale per false fatturazioni. I dettagli dell’operazione Saeptum sono stati illustrati ieri dal comando provinciale della guardia di finanza di Sassari, che ha spiegato come avvenivano gli illeciti.

«Gli approfondimenti eseguiti sulle pratiche di finanziamento e sulla documentazione bancaria attestante i pagamenti effettuati per le opere edili, incrociati con le risultanze delle intercettazioni telefoniche sulle utenze degli indagati - hanno spiegato dal comando -, hanno permesso di accertare che la quasi totalità delle opere finanziate di fornitura e posa in opera di recinzione metallica figuravano “cartolarmente” come realizzate da altre aziende agricole (a loro volta destinatarie dei medesimi finanziamenti) e non, come richiedeva il bando pubblico, da imprese edili. Più in dettaglio, le stesse aziende agricole beneficiarie (prive di dipendenti e che svolgono attività agricola) effettuavano in prima persona i lavori con costi decisamente più bassi rispetto a quelli che, poi, documentavano mediante false fatturazioni nella domanda di contributi pubblici per la misura 21 del Psr, destinata all’ammodernamento delle aziende che finanziava sino al 50 per cento degli importi dei lavori edili fatturati da terze imprese».

Oltre 1 milione e 672mila euro sono stati quindi percepiti illecitamente dalle aziende, e questo ha fatto scattare la denuncia per 174 persone. Tra queste vi sono titolari di aziende agricole (solo beneficiarie o insieme beneficiarie ed esecutrici dei lavori) e, come detto, un agronomo, al quale l’indagine della Gfd attribuisce il ruolo di trait d’union: «esperto del mondo agropastorale». Il professionista avrebbe infatti «curato l’elaborazione dei progetti mettendo in relazione le diverse aziende coinvolte, spesso localizzate a notevoli distanze», circostanza quest’ultima creata ad hoc per ostacolare i controlli di Argea. Le 174 posizioni, ancora non tutte verificate dall’Ag, comprendono 152 persone segnalate alla Procura di Nuoro e 22 a quella di Sassari.



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