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Indagini geognostiche al ponte romano

Indagini geognostiche al ponte romano

Serviranno per verificare lo stato di fondazione prima di partire con il progetto di restauro

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PORTO TORRES. Da poco più di una settimana, turisti e curiosi che s'avvicinano per ammirare il ponte romano notano un mezzo meccanico al lavoro ed una curiosa striscia bianca proprio al centro della carreggiata, quasi fosse un paziente sottoposto ad una visita approfondita. «Sono in corso le indagini geognostiche necessarie, ultimo tassello per partire col progetto di restauro», afferma l'architetto Patrizia Tomassetti, responsabile del procedimento. «Le indagini geognostiche sono utili per verificare lo stato di fondazione e sottofondazione del ponte», prosegue l'architetto, rivelando come si stia realizzando un campione di roccia (carota) per ogni fila.

Le operazioni sono in corso da una decina di giorni e dovrebbero essere ultimate entro questo fine settimana. «Attendiamo la relazione di geologi e tecnici per avere un quadro della situazione», spiega Patrizia Tomassetti. Nei mesi scorsi era stato completato lo scavo della carreggiata del ponte che ha consentito di comprendere meglio alcuni aspetti poco chiari su cosa si sarebbe potuto trovare nel sottosuolo. Il basolato del gigante, opera dell’ingegno romano con due millenni di vita, è stato riportato in luce e si attende anche in questo caso la relazione degli archeologi ma, pur non essendo omogeneo, nel versante del lato più alto dove si scorgono i segni dei carri, è in posa, mentre altri lacerti sono stati evidentemente rifatti nel corso dei secoli per cause ignote.

Emanuele Fancellu

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