Riforma Tari, stangata in arrivo
di Gavino Masia
Il governo nazionale esclude dal tributo le aree industriali: inevitabili gli aumenti per i cittadini
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PORTO TORRES. La nuova disciplina della Tassa sui rifiuti (Tari) decisa dal governo nazionale rischia di trasformarsi in una vera e propria stangata per le città che ospitano impianti industriali e di conseguenza anche per i portotorresi. Utenti che già soffrono la precarietà di un servizio raccolta rifiuti su tutto il territorio comunale. Il provvedimento governativo dispone l’esclusione totale dalla tassazione delle superfici dove avvengono le lavorazioni industriali, comprese quelle relative ai magazzini di materie prime, semilavorati e merci, in quanto producono soltanto rifiuti speciali. In base a questa previsione sarebbero quindi tassabili solo i locali adibiti a uffici, spogliatoi e mense, che invece producono rifiuti urbani. «Sono allo studio compensazioni per evitare un salasso ai cittadini – dicono il sindaco Massimo Mulas e l’assessore alle Finanze Alessandro Carta – e deve essere l’intero territorio a chiedere al governo di modificare questo provvedimento ingiusto che rischia di gravare ingiustamente sul portafoglio delle famiglie di Porto Torres: cercheremo di coinvolgere l'Anci e i rappresentanti istituzionali del territorio per ridurre o eliminare gli effetti di questa scelta».
Alcune modifiche al testo unico dell'Ambiente producono effetti decisamente meno impattanti sull’applicazione della tassa comunale sui rifiuti per le aziende industriali. Di converso, però, questo aspetto provoca un impatto immediato sulla base imponibile della Tari: la tassa sui rifiuti è il tributo destinato a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento ed è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre i rifiuti. Per legge l'intero costo del servizio di igiene urbana va coperto dalla Tari, cioè direttamente dagli utenti. Ma in una città che ha un’area industriale estesa, l’esclusione delle aree produttive delle aziende dal volume delle entrate a favore del Comune provoca un immediato aggravio dei costi delle cosiddette utenze domestiche. «Le famiglie rischiano di sostenere aumenti importanti per coprire il mancato introito proveniente dall'area industriale - spiegano sindaco e assessore - e stiamo lavorando per trovare una soluzione attraverso forme di compensazione: gli aumenti ci saranno ma non estremi come sarebbe stato con l'applicazione stretta del provvedimento. Si tratta di una situazione paradossale che colpisce pochi comuni in Sardegna e in Italia – aggiungono –, e per questo, oltre alle strategie che stiamo definendo come ente, chiediamo che il governo risolva quella che si è rivelata una falla del sistema che danneggerà i residenti di poche città italiane».
Non è comunque l’unica novità che promette problemi per le casse comunali: dal prossimo anno le utenze non domestiche avranno la possibilità di sganciarsi dal servizio pubblico, conferendo anche i rifiuti urbani a un soggetto autorizzato che provvede a inviare i rifiuti al recupero. Ogni anno, c’è quindi il rischio che diminuiscano le utenze non domestiche con un aumento, anche in questi casi, dei costi per le utenze domestiche.
Alcune modifiche al testo unico dell'Ambiente producono effetti decisamente meno impattanti sull’applicazione della tassa comunale sui rifiuti per le aziende industriali. Di converso, però, questo aspetto provoca un impatto immediato sulla base imponibile della Tari: la tassa sui rifiuti è il tributo destinato a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento ed è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre i rifiuti. Per legge l'intero costo del servizio di igiene urbana va coperto dalla Tari, cioè direttamente dagli utenti. Ma in una città che ha un’area industriale estesa, l’esclusione delle aree produttive delle aziende dal volume delle entrate a favore del Comune provoca un immediato aggravio dei costi delle cosiddette utenze domestiche. «Le famiglie rischiano di sostenere aumenti importanti per coprire il mancato introito proveniente dall'area industriale - spiegano sindaco e assessore - e stiamo lavorando per trovare una soluzione attraverso forme di compensazione: gli aumenti ci saranno ma non estremi come sarebbe stato con l'applicazione stretta del provvedimento. Si tratta di una situazione paradossale che colpisce pochi comuni in Sardegna e in Italia – aggiungono –, e per questo, oltre alle strategie che stiamo definendo come ente, chiediamo che il governo risolva quella che si è rivelata una falla del sistema che danneggerà i residenti di poche città italiane».
Non è comunque l’unica novità che promette problemi per le casse comunali: dal prossimo anno le utenze non domestiche avranno la possibilità di sganciarsi dal servizio pubblico, conferendo anche i rifiuti urbani a un soggetto autorizzato che provvede a inviare i rifiuti al recupero. Ogni anno, c’è quindi il rischio che diminuiscano le utenze non domestiche con un aumento, anche in questi casi, dei costi per le utenze domestiche.
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