Il grande cuore dei “Sassarini”

Uomini e donne del 152° della Brigata hanno donato il sangue nell’autoemoteca Avis alla Gonzaga

SASSARI. La generosità dei sardi è certificata dai numeri, dalla risposta concreta e solidale nelle fasi di emergenza. Ma ci sono momenti in cui la situazione - nonostante tutto - assume livelli di forte drammaticità. L’Isola infatti non è autosufficiente e c’è sempre bisogno di importare sacche di sangue da altre regioni d’Italia.

Nel periodo estivo calano le donazioni e aumenta la richiesta, si susseguono gli appelli straordinari per cercare di fronteggiare una emergenza che ha numeri importanti: il fabbisogno annuale medio della Sardegna è di 106mila sacche che sono necessarie anche per i circa mille talassemici che hanno bisogno di trasfusioni continue. Attualmente, in Sardegna si riesce ad arrivare a poco meno di 82mila sacche, una condizione che viene garantita per un buon 75 per cento dai volontari dell’Avis. La parte mancante viene invece importata con un costo per la Regione che supera i 5 milioni di euro. Per arrivare all’autosufficienza, nell’Isola si dovrebbe raggiungere il livello di 6,3 donatori ogni mille abitanti (attualmente il dato indica 5,3 ogni mille abitanti ma i progressi sono ancora possibili).

La solidarietà, comunque, non va in ferie. Nell’ambito del Protocollo di intesa a favore di persone con talassemia siglato tra il Comando delle Forze Operative Sud e la Fondazione Italiana “Leonardo Giambrone”, si è svolta martedì nella la caserma “Gonzaga”, sede del 152° reggimento fanteria della Brigata Sassari, una raccolta straordinaria di sangue, effettuata in stretta collaborazione con l'Avis comunale di Sassari, che ha messo a disposizione un’autoemoteca con relativo personale sanitario, e con Thalassa Azione Onlus APS, partner del protocollo in Sardegna.

La donazione ha assunto una importanza ancora maggiore anche alla luce dell'emergenza epidemiologica in corso e dell'arrivo del periodo estivo, che ogni anno, appunto amplifica l'esigenza di sangue soprattutto a favore dei pazienti affetti da emoglobinopatie. Protagonisti dell'attività, sono stati gli uomini e le donne dell'Esercito Italiano appartenenti al 152° reggimento e al Reparto Comando e Supporti Tattici (e i loro familiari), che bene conoscono la portata dell'emergenza molto sentita in Sardegna. Oltre alle esigenze chirurgiche sia di routine che d'urgenza, sono circa mille i talassemici che devono sottoporsi a ricorrenti trasfusioni e il semplice gesto della donazione di sangue ed emoderivati è l'unico sistema “salvavita” efficace per affrontare il problema. La Brigata Sassari, con numerose donazioni di sangue effettuate nelle varie sedi in cui è dislocata nell’Isola, ha voluto confermare «la propria vicinanza e il sostegno a coloro che hanno bisogno di aiuto, consolidando sempre di più la sinergia con istituzioni e associazioni del territorio che promuovono progetti come quello della Fondazione “Leonardo Giambrone”».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes