La chiesa campestre di Santa Lucia cambia volto

Mores, via ai lavori di restauro e consolidamento da 236mila euro finanziati da Cei e Comune

MORES. Cominciati giorni fa, procedono spediti i lavori di restauro e consolidamento dell’antico edificio della chiesa campestre di Santa Lucia, oggetto a Mores di un sentito culto.

Eseguiti dall’impresa Ticca di Sassari nel rispetto del progetto redatto dall’architetto Monica Ortu – che ne cura anche la direzione dei lavori sotto la sorveglianza della Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio di Sassari, dell’Arcidiocesi di Sassari, della parrocchia Santa Caterina e del Comune di Mores – le opere costeranno in tutto 236.463 euro, finanziati 140 mila euro dalla Cei e per i restanti 96.463 dal Comune di Mores come da convenzione sottoscritta tra l’Arcidiocesi di Sassari, il parroco di Mores don Salvatore Mangatia e il sindaco Peppino Ibba.

In particolare il progetto prevede il risanamento e consolidamento delle murature perimetrali e della copertura, il risanamento delle pareti interne ed esterne e di intonaci, tinteggiature e infissi.

La chiesa di Santa Lucia, costruita in periodo bizantino e inizialmente intitolata a San Leonardo, faceva parte dell’omonimo villaggio di Lachesos, ancora in piedi fino alla metà del XVIII secolo. Un edificio antichissimo, ben inserito in un contesto naturalistico di pregio e circondata di reperti archeologici risalenti a periodi ben più antichi. La sua caratteristica è la semplicità, sia interna sia esterna, anche se in essa sono presenti elementi architettonici di fattura pregevole. Tra questi la cornice alla base della copertura dell’abside, arricchita esternamente da serie di arcate pensili a cornice curva, e le pile dell’acqua santa: due ricavate dalla lavorazione di blocchi di pietra e una terza di chiara foggia cinquecentesca caratterizzata da un sostegno a forma di candelabro.

Grande soddisfazione è espressa dal sindaco Peppino Ibba per «questo importante intervento che restituisce la chiesa di Santa Lucia al culto dei numerosi fedeli sperando che il prossimo anno si possa festeggiare degnamente l’omonima festa».

I ringraziamenti del primo cittadino vanno in primo luogo all’Arcidiocesi di Sassari «nella figura di monsignor Giancarlo Zichi», al parroco don Salvatore «per la preziosa collaborazione» oltre naturalmente all’architetto Ortu, all’impresa Ticca e alle maestranze. A breve inoltre, fa sapere il sindaco, inizieranno anche i lavori di restauro della chiesa di Santa Croce.

Barbara Mastino

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