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Coltellate a una trans, inflitti 5 e 4 anni ai due imputati

Coltellate a una trans, inflitti 5 e 4 anni ai due imputati

SASSARI. Si è chiuso ieri mattina con la sentenza del gup di Sassari Carmela Rita Serra il processo con il rito abbreviato a carico di un algerino e un marocchino accusati di aver aggredito una...

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SASSARI. Si è chiuso ieri mattina con la sentenza del gup di Sassari Carmela Rita Serra il processo con il rito abbreviato a carico di un algerino e un marocchino accusati di aver aggredito una trans colombiana durante un tentativo di rapina a luglio dell’anno scorso. Ai due sono stati inflitti cinque anni e tre mesi di reclusione e quattro anni e otto mesi per rapina aggravata, violenza sessuale di gruppo, porto di coltello e lesioni. Una pena inferiore rispetto a quella chiesta dal pubblico ministero Ermanno Cattaneo che aveva sollecitato una condanna a otto anni ciascuno.

Gli imputati, difesi dagli avvocati Bruno Conti e Letizia Doppiu Anfossi, sono due 33enni. Secondo la ricostruzione del pm avevano finto di concordare una prestazione con la vittima ma quando si erano appartati in un angolo buio tra Predda Niedda e via Caniga era scoppiato il finimondo. La trans aveva raccontato alle forze dell’ordine che il pachistano aveva estratto un coltello a serramanico da una tasca e l’aveva minacciata di morte mentre lei cercava di difendersi e trattenere con forza la sua borsetta. Davanti a quella reazione inattesa i due avrebbero perso la testa. Sarebbero partite alcune coltellate e solo per puro caso i fendenti non l’avevano raggiunta agli organi vitali. La trans si era riparata il volto e il petto con le mani e questo gesto molto probabilmente le aveva salvato la vita.

Ferita a entrambe le mani e alle braccia nel tentativo di respingere le coltellate, la colombiana aveva cercato in tutti i modi di chiedere aiuto. Ma quando aveva preso il cellulare dalla borsetta uno dei rapinatori – secondo la ricostruzione dell’accusa – glielo aveva strappato di mano. Qualcuno era riuscito a lanciare l’allarme e in pochi istanti le volanti della polizia erano arrivate davanti al centro commerciale Tanit. L’algerino era stato bloccato dietro un capannone con il telefono della vittima e la borsetta contenente alcune decine di euro. Il pachistano invece era stato rintracciato qualche ora dopo e denunciato in stato di libertà. (na.co.)

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