Tentò di rubare a casa di un magistrato condannato a due anni

SASSARI. Era stato fermato dai carabinieri dentro un condominio mentre scappava dopo aver tentato di rubare a casa di un magistrato di Sassari. Alcuni vicini avevano sentito dei rumori sospetti e...

SASSARI. Era stato fermato dai carabinieri dentro un condominio mentre scappava dopo aver tentato di rubare a casa di un magistrato di Sassari. Alcuni vicini avevano sentito dei rumori sospetti e avevano chiamato il 112. Arrivati sul posto, in una palazzina di via Amendola, i militari avevano bloccato ancora nelle scale Davide Melki (30enne con numerosi precedenti per furto). Il giovane si era scagliato contro un brigadiere ma alla fine era stato arrestato. Ora il gip di Roma Corrado Capiello (competente perché il reato era stato commesso ai danni di un magistrato di Sassari) ha condannato l’imputato, difeso dall’avvocato Andrea Piroddi, a due anni per tentato furto, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e detenzione di sedici proiettili, trovati dai carabinieri durante una perquisizione all’interno della sua abitazione. Il processo (era un giudizio immediato) si è svolto con il rito abbreviato. Melki è stato invece assolto dall’accusa di danneggiamento.

Il trentenne a giugno dell’anno scorso era stato condannato dal gup di Sassari Antonello Spanu perché ritenuto responsabile di una raffica di furti messi a segno in città tra febbraio e novembre del 2018 all’interno di appartamenti e istituti scolastici. Secondo gli investigatori della squadra mobile ci sarebbe stato proprio lui dietro la lunga serie di colpi che avevano creato grande paura tra i cittadini. Il giudice gli aveva inflitto tre anni e dieci mesi di reclusione per i furti in abitazione e lo aveva assolto per quelli negli istituti scolastici. A incastrarlo erano state le impronte digitali lasciate sui luoghi visitati durante le razzie. Erano stati gli esperti della Scientifica della polizia a individuarle durante i sopralluoghi dopo i furti. E sempre durante un tentativo di furto – alla fine di novembre di tre anni fa – ancora Melki era stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio per aver colpito un carabiniere con un pugno e per aver staccato con un morso un pezzo di orecchio a un altro inquilino. In quell’occasione Melki era stato fermato dopo che per alcune ore carabinieri e polizia gli avevano dato la caccia per tutta la città. Quando gli investigatori della sezione operativa dell’Arma lo avevano fermato in via Sorso aveva ancora le scarpe sporche di sangue. (na.co.)

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