Ambulanze ferme ore sempre ostaggio delle barelle

SASSARI. L’altra grande irrisolta del comparto emergenza è la carenza cronica di barelle e i mezzi del 118 che trasportano i pazienti perennemente in ostaggio, parcheggiate nel piazzale. In certi...

SASSARI. L’altra grande irrisolta del comparto emergenza è la carenza cronica di barelle e i mezzi del 118 che trasportano i pazienti perennemente in ostaggio, parcheggiate nel piazzale. In certi momenti della giornata se ne contano anche 8, e si tratta di mezzi sottratti al territorio per eventuali chiamate urgenti. Tradotto: tempi di intervento che si dilatano, perché magari, su un territorio sguarnito di mezzi, la prima ambulanza vicina si potrebbe trovare anche a 40 chilometri di distanza.

Tutto questo accade perché, non appena i volontari del 118 accompagnano il paziente all’interno del pronto soccorso sulla propria barella, in ospedale non è disponibile una seconda barella dove trasferirlo. Perciò il malato, con barella annessa, deve aspettare tutto l’iter della presa in consegna dei medici, che può durare anche più di due ore. In questo arco temporale anche il mezzo di soccorso rimane in stand-by, perché non può ripartire finché non gli viene consegnata indietro la barella. In un periodo nel quale non sono stati attivati diversi presidi delle ambulanze nelle località turistiche, avere altri mezzi stupidamente bloccati in un parcheggio, rappresenta un grave rischio.

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