Li Piani da oltre un mese senz’acqua

La piccola frazione è servita da una condotta rurale colabrodo: per sostituirla ci sono gli espropri e i tempi sono lunghi 

SASSARI. La rete idrica è vecchia, in condizioni disastrose e pian piano sta collassando. Per questo motivo Li Piani, una piccola frazione in località scala Erre, vicino alle Borgate di La Corte e Canaglia, è all’asciutto da circa un mese. Le condotte sono talmente colabrodo che le perdite non garantiscono più una pressione sufficiente per l’erogazione sino ai rubinetti delle case, dai quali ultimamente non esce nemmeno una goccia.

«Siamo disperati – si lamenta Gavina Pireddu – non si può vivere per settimane senza acqua. Qui siamo una trentina di famiglie, tutte nella stessa situazione. Qualcuno ha anche tre bambini piccoli, immaginate cosa significhi non aver acqua corrente, non disporre dell’acqua calda e lesinare le docce. Rasentiamo davvero una situazione da terzo mondo, e non riusciamo ad avere alcun riscontro da Abbanoa».

Purtroppo il disagio è destinato a durare a lungo, perché il problema della rete idrica è di complicata risoluzione. Parliamo infatti di diversi chilometri di tubature fortemente degradate e soggette a continue rotture. E che per buona parte attraversano i terreni dei privati, ai quali si accede con enormi difficoltà e solo dopo l’autorizzazione da parte dei proprietari. Abbanoa, di questi cinque chilometri di condotta rurale, ha già sostituito una porzione di un chilometro, e la ricerca perdite è pressoché quotidiana. Ma è una sfida persa in partenza, perché l’unica soluzione efficace e risolutiva sarebbe solo la rimozione delle tubature e la completa sostituzione. Quindi i tecnici del gestore idrico stanno chiedendo al Comune la documentazione sugli atti di asservimento che a suo tempo erano stati fatti per realizzare la condotta e programmare ulteriori interventi di sostituzione integrale. E qui c’è la grande incognita: se gli espropri erano stati eseguiti regolarmente i tempi sarebbero più brevi, altrimenti le procedure si allungherebbero di molto. Perché ci sarebbero da fare ex novo gli espropri dei terreni dove di aprirebbero i cantieri e passerebbe la nuova rete.

Nel frattempo però il problema dei rubinetti a secco andrebbe avanti, e fino ad ora l’unica magra pezza che Abbanoa può mettere in campo è la disponibilità di uno o eventualmente più autobotti nella frazione di Li Piani.

«Ma si può pensare di vivere per mesi utilizzando l’acqua dei bidoni e delle bottiglie? – dice Gavina Pireddu – potrebbero almeno ogni tanto garantirci una scorta d’acqua riempendo le cisterne domestiche che quasi tutti abbiamo in dotazione. Chi se lo può permettere si rivolge al servizio privato, ma i costi sono davvero insostenibili, soprattutto se la prospettiva è quella di doversi arrangiare per lunghissimo tempo».



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