Mulas: «Centro storico, via al piano di rinascita»
di Gavino Masia
Tra i punti principali da affrontare sottoservizi, ruderi e barriere architettoniche «Ascolto e programmazione per disegnare insieme il nuovo volto della città»
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PORTO TORRES. Nella promozione turistica della città riveste un ruolo molto importante e vincolante la riqualificazione del centro storico. Porto Torres dispone infatti di troppi luoghi abbandonati e caratterizzati da situazione di degrado e incuria, che potrebbero essere rivitalizzati sia attraverso interventi pubblici, di rigenerazione urbana, sia attraverso investimenti privati.
Da diversi anni ci sono alcuni edifici che creano condizioni di pericolo per la loro fatiscenza, a cose e persone, con l’erba parietale che spunta sulle facciate delle palazzine e lo scarso decoro. Eppure esiste un regolamento edilizio che obbliga ogni proprietario a mantenere il proprio edificio e tutte le parti di esso in buone condizioni di efficienza e decoro, provvedendo tempestivamente e nel modo più appropriato alla manutenzione ordinaria, a quella straordinaria e agli eventuali restauri ogni volta che se ne manifesti la necessità. Dovrebbe essere comunque interesse dell’amministrazione abbellire le vie principali di passaggio in città e incentivare questo tipo di iniziative anche a chi decide di, oltre sistemare le facciate, renderle uniche e particolari con dipinti ed immagini esclusive della stessa città o degli eventi che si svolgono a Porto Torres.
«Abbiamo iniziato i confronti con le rappresentanze degli esercenti proprio per definire un modello che attragga verso il centro i turisti che ogni giorno attraversano il porto in entrata e in uscita – assicura il sindaco Massimo Mulas - e per fare questo, e per andare incontro alle esigenze di residenti ed esercenti, verrà aggiornato il Piano della mobilità urbana in modo per ripensare in modo organico l'intera viabilità cittadina: più in generale, il processo di riqualificazione del centro storico richiederà sperimentazioni e la disponibilità ad affrontare anche delle difficoltà. Ad esempio, l'intervento che venne effettuato a Sassari grazie ai Pit quindici anni fa (recupero pavimentazione e nuovi sottoservizi), costò due anni di disagi a residenti e commercianti».
Per il capo dell’amministrazione è quindi necessario avviare percorsi partecipati e condivisi, affinché qualsiasi scelta non sia calata dall'alto ma veda bilanciati tutti gli interessi. «Alla conclusione dell'iter di approvazione degli strumenti urbanistici – aggiunge Mulas -, seguirà un’intensa fase di programmazione in cui sarà necessario predisporre i Piani attuativi di rigenerazione e riqualificazione urbana. Questi strumenti consentiranno l'accesso ai fondi comunitari per la riqualificazione dell'area. Si potrebbero lastricare, ad esempio, le strade del quartiere portuale come è stato fatto con il corso Vittorio Emanuele. In quest'ottica, l'amministrazione intende identificare via Libio come luogo cardine intorno a cui rilanciare l'intero centro storico. Con il coinvolgimento dei residenti e degli esercenti, si potrebbe ripensare la funzione e l'utilizzo della storica via dei pescatori».
Esistono inoltre strumenti come i Peba (Piani di eliminazione delle barriere architettoniche): «Questo consentirà di avviare un primo intervento nel centro storico, che presenta strade strette, marciapiedi sconnessi e difficilmente accessibili alle persone con disabilità. C'è poi un fronte di programmazione pura che ha preso il via coinvolgendo i portatori di interesse».
Da diversi anni ci sono alcuni edifici che creano condizioni di pericolo per la loro fatiscenza, a cose e persone, con l’erba parietale che spunta sulle facciate delle palazzine e lo scarso decoro. Eppure esiste un regolamento edilizio che obbliga ogni proprietario a mantenere il proprio edificio e tutte le parti di esso in buone condizioni di efficienza e decoro, provvedendo tempestivamente e nel modo più appropriato alla manutenzione ordinaria, a quella straordinaria e agli eventuali restauri ogni volta che se ne manifesti la necessità. Dovrebbe essere comunque interesse dell’amministrazione abbellire le vie principali di passaggio in città e incentivare questo tipo di iniziative anche a chi decide di, oltre sistemare le facciate, renderle uniche e particolari con dipinti ed immagini esclusive della stessa città o degli eventi che si svolgono a Porto Torres.
«Abbiamo iniziato i confronti con le rappresentanze degli esercenti proprio per definire un modello che attragga verso il centro i turisti che ogni giorno attraversano il porto in entrata e in uscita – assicura il sindaco Massimo Mulas - e per fare questo, e per andare incontro alle esigenze di residenti ed esercenti, verrà aggiornato il Piano della mobilità urbana in modo per ripensare in modo organico l'intera viabilità cittadina: più in generale, il processo di riqualificazione del centro storico richiederà sperimentazioni e la disponibilità ad affrontare anche delle difficoltà. Ad esempio, l'intervento che venne effettuato a Sassari grazie ai Pit quindici anni fa (recupero pavimentazione e nuovi sottoservizi), costò due anni di disagi a residenti e commercianti».
Per il capo dell’amministrazione è quindi necessario avviare percorsi partecipati e condivisi, affinché qualsiasi scelta non sia calata dall'alto ma veda bilanciati tutti gli interessi. «Alla conclusione dell'iter di approvazione degli strumenti urbanistici – aggiunge Mulas -, seguirà un’intensa fase di programmazione in cui sarà necessario predisporre i Piani attuativi di rigenerazione e riqualificazione urbana. Questi strumenti consentiranno l'accesso ai fondi comunitari per la riqualificazione dell'area. Si potrebbero lastricare, ad esempio, le strade del quartiere portuale come è stato fatto con il corso Vittorio Emanuele. In quest'ottica, l'amministrazione intende identificare via Libio come luogo cardine intorno a cui rilanciare l'intero centro storico. Con il coinvolgimento dei residenti e degli esercenti, si potrebbe ripensare la funzione e l'utilizzo della storica via dei pescatori».
Esistono inoltre strumenti come i Peba (Piani di eliminazione delle barriere architettoniche): «Questo consentirà di avviare un primo intervento nel centro storico, che presenta strade strette, marciapiedi sconnessi e difficilmente accessibili alle persone con disabilità. C'è poi un fronte di programmazione pura che ha preso il via coinvolgendo i portatori di interesse».
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